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Valentino Rossi e Jorge Lorenzo (Getty Images)
Valentino Rossi e Jorge Lorenzo (Getty Images)

 

Il round francese del Motomondiale 2015 è stato contrassegnato dal dominio del duo Yamaha formato da Jorge Lorenzo e Valentino Rossi, affiancati da un Andrea Dovizioso (Ducati) in forma sempre più smagliante.

Il tema principale dei dibattiti del dopo-gara è il meteo: se infatti le prove libere e qualifiche per il GP di Le Mans si sono svolte in condizioni caratterizzate da temperature estremamente basse, e non senza qualche spruzzata di pioggia, la giornata di domenica ha visto le temperature passare bruscamente dai 13°C delle FP 3 a ben 42°C (il picco registrato durante l’evento).

E il caldo in pista ha messo le ali ai due piloti della Casa dei tre Diapason, con Rossi che ha stabilito il nuovo record sul circuito di 1’32.879 e Lorenzo che ha pure superato di 19 secondi il vecchio best lap.

 

Il fattore gomma

Secondo Masao Azuma, l’ingegnere responsabile del Motorsport Tire Development Department della Bridgestone, l’andamento meteo – con il suo influsso sui setup delle moto – ha avuto un ruolo determinante sull’esito del GP. “Anche se il cambiamento di temperatura non ha avuto effetti particolari sulla performance generale delle gomme – spiega in un botta-e-risposta con MTD – , i 21°C in più rispetto alle Qualifiche hanno probabilmente compromesso i setting delle moto di alcuni piloti”, vista la particolarità del circuito di Le Mans, con “grip limitato”.

“Per la gara – prosegue l’ingegnere – la maggior parte dei piloti ha usato la stessa combinazione di slick a mescola soft davanti e dietro, ma alcuni di loro hanno poi spiegato che in gara le sensazioni sulla moto erano ben diverse”.

Masao Azuma cita in particolare chi – come Marc Marquez – si è lamentato dello scarso feeling con l’anteriore, soprattutto nella fase iniziale della gara: circostanza che può verificarsi quando i piloti spingono con il pieno di benzina.

Ma – prosegue – “il fatto che i primi tre piloti abbiano completato la gara in tempi più rapidi dei record stabiliti su quel circuito dimostra che è stato possibile ottenere performance elevate anche in simili condizioni”.

L’opzione anteriore slick con mescola media, solitamente adottata in casi del genere, non è stata presa in considerazione perché le condizioni meteo di venerdì e sabato non avrebbero mai lasciato presagire uno sbalzo di temperatura così marcato, e – ricorda Masao Azuma – “è rischioso scegliere una gomma da gara che non sia stata testata nel corso del weekend”.

Quanto ai lap record stabiliti nei cinque GP della stagione 2015 fin qui disputate – tre in gara e due nelle Qualifiche – Masao Azuma cita tra i fattori decisivi “il clima e le condizioni del circuito, la performance della moto e, naturalmente, quella delle gomme”. “Da quando siamo diventati fornitori ufficiali della MotoGP – spiega – il nostro  obiettivo principale è stato migliorare la sicurezza dei piloti offrendo gomme migliori in termini di controllo, sensibilità e performance nel warm-up”. Dunque i nuovi record stabiliti “non possono che farci piacere”.

“I piloti vogliono sempre superare i propri limiti – conclude – e oggi consentiamo loro di farlo in modo più sicuro che mai”.