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Alex Zanardi (© Getty Images)
Alex Zanardi (© Getty Images)

 

Se c’è qualcuno che può capire il senso e il valore della sfida che ha visto impegnato Valentino Rossi nel corso del Motomondiale che ci siamo appena lasciati alle spalle, è Alex Zanardi. Il noto pilota automobilistico, nonché ciclista su strada e conduttore televisivo italiano, laureatosi campione CART nel 1997 e 1998, e campione italiano superturismo nel 2005, sa bene quanto possano essere impegnativi gli ostacoli che lo sport pone di fronte a un atleta nel corso della sua carriera, e proprio per questo ha seguito con particolare attenzione la “corsa” del Dottore verso il 10° titolo iridato nella classe regina. Un’impresa lodevole, a suo giudizio, indipendentemente dall’esito finale.

“La stagione è finita male per Valentino – ha dichiarato l’Alex nazionale alla presentazione del libro Virtual Senna di Roberto Beccafogli, come riporta il Corriere dello Sport – , ma bisogna sottolineare la sua grande avventura e la stagione incredibile che ha fatto alla sua età”. E come dargli torto? Valentino ha lottato contro un team mate – lo spagnolo Jorge Loenzo – più giovane di lui di otto anni, ma soprattutto si è trovato gomito a gomito con il campione del mondo 2014 Marc Marquez, che ha un “vantaggio” anagrafico di ben quattordici primavere.

 

I consigli del Maestro

Alex Zanardi non ha difficoltà a riconoscere che, dopo la fallimentare esperienza nel team Ducati, il Pesarese fosse ormai al tramonto della sua carriera. “Io stesso avevo pensato che fosse patetico quando è tornato in Yamaha. E invece… Ha saputo cogliere un’occasione bellissima, bravo…”.

Detto questo, Zanardi non risparmia una tiratina d’orecchie al campionissimo della MotoGP, colpevole a suo avviso di non aver saputo gestire con la necessaria freddezza la provocazione del Fenomeno di Cervera a Phillip Island e Sepang. “[Ayrton] Senna e [Juan Manuel] Fangio si volevano bene perché non hanno mai duellato. Marquez e Rossi? Vale avrebbe dovuto minimizzare le cose. Poi è diventata una cosa difficile da gestire. Da uno più giovane certe cose te le puoi aspettare, ma da uno così esperto magari no”. Parola di maestro.