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photo Brembo

Il Mondiale MotoGP arriva in Argentina dopo la gara d’esordio in Bahrain. Il circuito Termas de Rio Hondo è mediamente impegnativo dal punto di vista dei freni, ma riserva diverse difficoltà dal punto di vista delle gomme, a causa dell’asfalto abrasivo, sporco e di tratti di pista recentemente riasfaltati. Senza considerare che nel week-end ci sono buone probabilità di imbattersi in sessioni bagnate.

Il circuito è stato disegnato dall’italiano Jarno Zaffelli. E italiani, naturalmente Brembo, sono anche i freni scelti da tutti i team e i piloti della classe regina. Alle 14 curve della pista corrispondono 8 punti di frenata, di cui 3 nel T4 che malgrado questi rallentamenti è l’intertempo più veloce dei quattro in cui è suddivisa la pista. Solo Phillip Island con 6 frenate al giro e Spielberg e Sachsenring con 7 presentano un minor numero di frenate di Termas de Rio Hondo. Ogni giro i piloti utilizzano i freni per circa 30 secondi, valore eguagliato da Barcellona e Misano. Il totale per l’intero GP Argentina è di 12 minuti e mezzo, pari al 30 per cento della durata complessiva della gara.

“Delle 8 frenate del circuito argentino solo una è considerata altamente impegnativa per i freni mentre 4 sono di media difficoltà e 3 sono light – sottolinea Brembo in una nota ufficiale -. La curva 5 è la più difficile da affrontare perché è preceduta da un rettilineo di 1.076 metri che permette alle MotoGP di raggiungere i 324 km/h: il tornantino obbliga i piloti a scendere a 78 km/h facendo ricorso ai freni per 6,1 secondi con un carico sulla leva della pompa freno Brembo di 6,3 kg”. Tra le curve di media difficoltà ricordiamo la prima dopo il traguardo per i 240 metri di spazio di frenata: le MotoGP frenano da 271 km/h a 106 km/h ma la decelerazione è solo di 1,2 g, a fronte degli 1,5 g della curva 5.

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