CONDIVIDI
Kevin Schwantz
Kevin Schwantz (getty images)

L’ex campione iridato della classe 500 Kevin Schwantz ha voluto esprimete il suo parere su quanto successo nel finale di stagione della MotoGP, dopo quell’affronto tra Valentino Rossi e Marc Marquez a Sepang, iniziato già nella gara precedente in Australia e sfociato nel finale a Valencia, dove Jorge Lorenzo ha guadagnato il Mondiale all’ultimo round.

“Non ritengo che ci possa essere una prova di ciò che stava dicendo al riguardo del GP d’Australia. Penso che Marc fosse nel giusto, e ha avuto bisogno di proteggere le gomme sino a quel punto della gara – ha detto Kevin Schwantz ai microfoni di Motorsport -. Ma le sue dichiarazioni sono state l’appiglio perfetto per Marc, che avrà pensato: “Ok, allora ti romperò le scatole questo fine settimana”.

Ma anche Marquez ha commesso i suo sbagli che, come ormai ben sappiamo e ripetiamo, non possono essere puniti dal regolamento: “Marc non era completamente senza colpa, perché se tu vai a contatto per due volte nella stessa curva, è troppo rischioso, stai quasi chiedendo di essere buttato giù. Non penso che buttarlo giù fosse l’intenzione di Rossi, non penso l’abbia mandato per terra di proposito, ma alla fine è caduto – ha proseguito l’ex campione statunitense -. In queste situazioni, il direttore di gara deve fare qualcosa, e così quei tre punti di penalizzazione sono stati il minimo che potessero dargli. Ma lo hanno costretto a partire dall’ultima fila, perché aveva già un punto di penalità e quindi ha dovuto iniziare la corsa finale da dietro”.

Cosa c’è da dire sulla mancata aggressività del pilota della Honda ai danni di Jorge Lorenzo nell’ultimo Gran Premio di Valencia? “Per me Marquez è andato al limite, la tabella dei giri mostra che stavano spingendo sia lui che Jorge. Certo che diventi sospettoso quando vedi Pedrosa che recupera sul duo di testa 2.4 secondi in 4 giri. E una volta arrivato dietro a Marc, lui è stato molto aggressivo. Ma si può pensare che possa averlo fatto proprio perché Pedrosa non era in lotta per il campionato, e poteva prendersi più rischi”. “Tutto quello che sappiamo – ha concluso Kevin Schwantz – è che la Honda non ha avuto niente da ridire sul loro pilota”.