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Jorge Lorenzo
Jorge Lorenzo (Getty Images)

Jorge Lorenzo può vantare cinque titoli mondiali, tre nella MotoGP, diventando il pilota spagnolo più prolifico della storia del motociclismo. In un’intervista esclusiva rilasciata al sito FIFA.com il pilota maiorchino ha descritto il lungo e faticoso cammino intrapreso per arrivare ad un simile obiettivo e alla trepidante vittoria iridata del 2015.

“È fantastico. Non sarebbe potuto essere più duro e più emozionante da vincere… Siamo stati dietro tutta la stagione e avevamo un sacco di punti da recuperare e abbiamo preso la testa della classifica solo all’ultima gara. Quando finalmente raggiungi il tuo obiettivo ci si sente molto speciali. Il livello in MotoGP è alto in questo momento con [Valentino] Rossi, [Marc] Marquez, [Dani] Pedrosa e i due piloti Ducati [Andrea Iannone e Andrea Dovizioso], che sono molto bravi. Batterli mi dà una enorme soddisfazione”.

Jorge Lorenzo parla della sua passione per il calcio, ma ammette di praticare poco questo sport per evitare infortuni alle ginocchia: “Il mio allenatore mi ha bandito dal gioco, ma se abbiamo una lunga pausa tra le corse allora giochiamo nel fine settimana con la squadra… A volte mi piace giocare in difesa… Finisco per prendere queste partite quasi sul serio, come le gare, perché sono molto competitivo e voglio vincere, anche se è solo un gioco… Devo dire, però, che noi cerchiamo di fare in modo che nessuno si infortuni quando giochiamo, a cominciare da me”.

A chi assegnerebbe il Pallone d’Oro? “Penso che anche quest’anno se lo contenderanno Cristiano Ronaldo e Lionel Messi. E’ difficile scegliere tra di loro. Messi è tutto talento naturale e ha preso le cose molto sul serio negli ultimi tempi, come si può vedere sul suo fisico e la dieta che sta seguendo. Avrebbe potuto evitare di allenarsi così tanto, ma vuole continuare a essere il migliore. Lui è un grande esempio. Per me Messi è un semidio, perché ci ha dato tanto. Quindi ho intenzione di sostenere lui, anche se io ammiro quanto lavoro e impegno Cristiano mette ogni giorno. Bisogna ammirare la loro ambizione. Sono molto simili”.

Il pilota della Yamaha quando è in giro per il mondo con il Motomondiale cerca di tenersi sempre aggiornato sui risultati del suo amato Barcellona: “Abbiamo un sacco di appassionati in squadra che mi tengono aggiornato su cosa sta succedendo, soprattutto il mio capo meccanico Ramon Forcada. Poi c’è il social media e se mettono qualche partita su un televisore del circuito di solito guardo nell’hospitality”. E non a caso ha deciso di girare un video-documentario sul club blaugrana in veste di regista