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MotoGP, il circuito di Catalunya ai raggi X

La MotoGP torna in Spagna per la seconda volta in questa stagione, sul circuito del Montmelò, 7° appuntamento del Mondiale 2018, in programma dal 15 al 17 giugno. Delle 4 gare iberiche, questa è la vera gara di casa per Maverick Viñales, Marc Marquez e Dani Pedrosa, cresciuti a pochi km dal tracciato.

Un tracciato lungo 4.727 metri, con 5 curve a sinistra e 8 a destra e un rettilineo principale di 1.047 metri di lunghezza. Grazie ad esso, in passato le MotoGP hanno qui realizzato numerosi record di velocità. A partire dal 2017, dopo la modifica apportata alle curve 14 e 15, le MotoGP utilizzano lo stesso layout della Formula 1. “Fatta eccezione per il lungo rettilineo, le staccate sono tutte decise e molto ravvicinate. La temperatura dell’asfalto è particolarmente elevata e comporta problemi di raffreddamento dei freni. Di conseguenza – rende noto Brembo -, durante il GP le temperature d’esercizio dei dischi e pastiglie in carbonio sono molto elevate: ciò nonostante, grazie agli investimenti sui materiali e sui processi produttivi effettuati da Brembo nell’ultimo decennio, l’impianto frenante risulta pienamente efficace anche a temperature vicine agli 800 gradi”.

Frenate e staccate al Montmelò

Dal punto di vista dell’impianto frenante il Circuito di Catalunya rientra nella categoria dei circuiti mediamente altamente impegnativi. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 5, valore raggiunto solo dal Red Bull Ring di Spielberg, dal Twin Ring di Motegi e dal Sepang International Circuit. Più basso il valore delle altre 3 piste spagnole: indice 4 per Jerez ed Aragon, 3 per Valencia.

Per due volte ogni giro le MotoGP perdono in frenata oltre 200 km/h: alla prima curva la decelerazione è di 239 km/h mentre alla curva 10 è di 205 km/h. Ogni giro i piloti fanno ricorso ai freni 10 volte per un totale di mezzo minuto al giro: anche a Misano, dove le frenate sono 9 al giro, i piloti usano i freni per 30 secondi ogni giro. “Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva Brembo del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore supera di poco i 10 quintali: ogni giro i piloti sono chiamati ad uno sforzo di 41 kg, non pochi considerando le alte temperature ambientali con cui corrono”.

La staccata più dura è quella alla prima curva: le MotoGP vi arrivano a 340 km/h ed entrano in curva a 101 km/h dopo aver percorso in frenata ben 285 metri. Curiosamente le Formula 1 si presentano alla frenata con una velocità minore, “solo” 317 km/h ma riescono ad entrare in curva a 156 km/h, velocità che raggiungono con appena 43 metri di frenata. “Tra le curve di media difficoltà la più tosta è la numero 7: le MotoGP scendono da 230 km/h a 104 km/h in appena 154 metri e 3,4 secondi. La brutalità della decelerazione è testimoniata dagli 1,4 g sperimentati dai piloti”.