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Hervé Poncharal (© Getty Images)
Hervé Poncharal (© Getty Images)

 

Il mondo della MotoGP deve ancora metabolizzare un finale di stagione inaspettatamente turbolento (a dir poco), e continua a interrogarsi sulle cause di fondo e le possibili conseguenze del nuovo equilibrio di forze che si è venuto a creare. A confermarlo, senza peli sulla lingua, è uno dei principali protagonisti dell’universo delle due ruote, il numero uno del Monster Yamaha Tech 3 e presidente dell’IRTA Hervé Poncharal, secondo cui il GP di Sepang ha segnato un fondamentale punto di svolta nel Motomondiale 2015, innescando una reazione a catena dagli effetti spettacolari.

Come i lettori di Tuttomotoriweb ricorderanno, in quell’occasione si è consumata la definitiva frattura tra Marc Marquez e Valentino Rossi e, dopo giorni di accuse e controaccuse, sospetti e veleni, il Tas di Losanna ha stabilito che il Dottore sarebbe partito dall’ultima fila nel Gran Premio di Valencia.

 

Effetto domino

Il “caso” non è ancora chiuso è l’unico punto su cui i tifosi di Rossi, Marquez e Jorge Lorenzo concordano è che la premier class non meritava tutto ciò. Così la pensa anche Poncharal, il cui team è impegnato nei gran premi dal lontano 1990. “Credo che questa sia stata la prima volta che Direzione di Gara, FIM e Dorna abbiamo dovuto affrontare una vicenda così complessa e rilevante – spiega il boss a Crash.net – .  Per questo hanno deciso di impegnarsi a trovare una soluzione migliore per il futuro”.

“Personalmente – confida Hervé Poncharal – ritengo che la ‘punizione’ sia stata giusta. Non è stata eccessiva, ma ha avuto il suo peso. Rossi non sarebbe dovuto partire dall’ultimo posto se non avesse rimediato un punto di penalizzazione anche a Misano. Le regole in questo caso valgono per tutti”. Detto questo, “se in futuro avessimo la possibilità di verificare le informazioni e prendere le relative decisioni durante la gara, sarebbe molto meglio”.

Insomma, in simili circostanze va fugato ogni dubbio, soprattutto per il bene dello sport. “La mia idea è che ad alimentare tutte queste polemiche sia stato il fatto che a Sepang non è stata presa una decisione definitiva. O meglio, c’è stata una decisione dopo la gara, ma è poi partito l’iter dei ricorsi e fino al giovedì di Valencia non si sapeva se Rossi sarebbe partito ultimo o no”.

“Non vogliono prendere posizione a favore dell’uno o dell’altro – precisa – , ma quando si arriva a parlare di un ‘patto’ tra Marc e Jorge, o a raffigurarli  con photoshop come una coppia di amanti, è il rispetto che viene meno”.

Certo è che escogitare una soluzione per i campionati futuri non sarà facile. “Quando in ballo c’è un pilota ‘normale’ è semplice – dice allusivamente Poncharal -, ma qui si parla del 46… E’ un vero gigante. La sua fama è immensa. E la sua forza non è da meno”.

Secondo Poncharal la decisione di annullare la conferenza stampa a Valencia è stata “saggia”, perché “con 110.000 persone a seguire la gara… sarebbe potuta finire davvero male”.

Le ragioni sono presto dette. “Quest’anno il campionato è stato pieno di colpi di scena, e si è combattuto per il titolo fino all’ultima gara… Questo ha contribuito a ingigantire ogni cosa. E naturalmente uno dei protagonisti di questa vicenda [Rossi] è un’icona assoluta. E’ lui il nostro imperatore”. Insomma, è stato un episodio “senza precedenti”. L’ultimo caso analogo, secondo Poncharal, “è stata probabilmente la battaglia tra Nicky [Hayden] e Vale [nel 2006], e stiamo parlando di un’altra epoca”. L’unica nota positiva, conclude, “è che abbiamo avuto la dimostrazione che la MotoGP gode di un enorme seguito”. E scusate se è poco.

 

 

 

 

 

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