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Francesco Bagnaia
Getty Images

MotoGP, Francesco Guidotti: “Petrucci dovrà sudarsi il posto per sempre”.

Il team Pramac Racing si è riconfermato il miglior team indipendente grazie al quinto posto di Danilo Petrucci, vincendo la sfida contro Cal Crutchlow e Johann Zarco, alle spalle dei big Honda, Ducati e Yamaha, ma riuscendo a fare meglio persino di un pilota ufficiale come Dani Pedrosa.

Francesco Guidotti, 46 anni, team manager della squadra svela il segreto del successo in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’: “Abbiamo fatto le scelte giuste quanto a piloti, avevamo una moto all’altezza, soprattutto abbiamo fatto un gran lavoro di preparazione alla base. Siamo molto soddisfatti, anche se mi sarebbe piaciuto qualcosa di più. Ci è mancato un podio di Miller, qualche acuto in più di Petrucci, soprattutto a Valencia avrebbe potuto regalarci una grande gioia. Però siamo contenti lo stesso”.

MotoGP, Petrucci e Bagnaia nel 2019

Dal prossimo anno Petrucci sarà nel team ufficiale, ma dovrà essere subito competitivo per guadagnarsi il rinnovo di contratto: “Non è questione di fortuna o sfortuna, ma di come sei riuscito a costruire la tua storia, da dove sei partito in carriera. Danilo è arrivato nel Mondiale in un modo un po’ rocambolesco e dovrà sudarsi il posto a cui ambisce per tutta la carriera”. Sarà Jack Miller a svolgere il ruolo di prima punta in Pramac dal 2019: “Jack ha fatto vedere le solite cose buone con più sostanza, ma purtroppo con periodicità anche le meno belle. Ha tanto da dimostrare e da pensare per meritarsi la moto ufficiale”.

Inutile però nascondere che le aspettative intorno a Pecco Bagnaia sono alte, avrà una stagione per ambientarsi, ma già nel prossimo anno si attendono buoni risultati: “Pecco lo abbiamo cercato in maniera pesante. Arriva da campione del mondo e quindi con una considerazione ancora maggiore. È partito subito bene, sia a Valencia, ma soprattutto a Jerez, pista impegnativa. Si capisce che dove è stato gli hanno dato un metodo e un sistema di lavoro… La qualità migliore è la scorrevolezza di guida. Non volevo dirlo, ma fa le linee di Lorenzo, sono andato a guardarli in pista e Pecco mi ha impressionato molto. Come Jorge, che ha impiegato poco per guidare anche la Honda alla Lorenzo. Non la guida bene, di più”.

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