CONDIVIDI
Valentino Rossi Silvano Galbusera
Valentino Rossi e Silvano Galbusera (©Getty Images)

Silvano Galbusera in questi anni sta seguendo Valentino Rossi come capo-ingegnere, cercando di aiutarlo nella conquista del decimo titolo mondiale. Nel 2015 l’impresa è stata sfiorata e nel 2018 potrebbe esserci l’ultima chance.

Infatti, il contratto del 38enne pesarese scade a fine anno. C’è chi è convinto che continuerà a correre, rinviando ancora il ritiro. Ma c’è anche chi pensa che il ‘Dottore’ dirà basta. Lui ha ammesso che ci impiegherà un po’ di gare prima di decidere. Dovrà valutare il proprio livello di competitività prima di fare una scelta definitiva. Molto dipende da lui, ma pure da Yamaha. La casa di Iwata dovrà mettere lui e Maverick Vinales nelle condizioni di essere veloci e vincenti.

MotoGP, Silvano Galbusera su Valentino Rossi e Yamaha

Silvano Galbusera, intervistato da Motorsportmagazine, ha così commentato il campionato MotoGP 2017: “È stata una stagione terribile. Nel 2016 Valentino ha avuto un buon feeling con la moto, ma distruggevamo la gomma posteriore a 5-6 giri dalla fine. Per il 2017, Yamaha ha modificato la moto per risparmiare la gomma. In alcune piste è andata bene, ma Valentino ha perso le sensazioni di cui aveva bisogno, non riusciva a entrare nelle curve velocemente e a mantenere la linea. La moto del 2016 era più facile da guidare, con un miglior feedback dalle gomme, quindi poteva spingere di più, ma usavamo troppo la gomma posteriore”.

La Yamaha M1 2016 non era dunque una cattiva moto. C’era un problema di degrado del pneumatico posteriore nel finale di gara. La casa di Iwata ha provato a risolvere il problema, però la situazione è peggiorata. Galbusera spiega: “All’inizio del 2017 abbiamo scoperto che la nuova moto non era al 100% per Valentino. Allo stesso tempo, Maverick era molto, molto veloce. Le prime gare non erano poi così male per noi, ma dopo non siamo riusciti a trovare l’impostazione giusta. La Yamaha ha cambiato un po’ il telaio, con geometria diversa e rigidità simile, ma Valentino non ha mai avuto la sensazione che aveva nel 2016”.

La casa giapponese ha provato a risolvere la situazione, l’impegno non è mancato. Però non è stata trovata la soluzione migliore per Valentino Rossi e il compagno.

MotoGP, Silvano Galbusera spiega i problemi Yamaha

Galbusera è andato nel dettaglio nello spiegare i problemi della Yamaha M1 2017: “Se il pilota non riesce a fare una bella curva, poi è in ritardo. Questo gli fa perdere un po’ di tempo, quindi apre l’acceleratore di più per recuperare quel tempo, quindi usa troppo la gomma posteriore. Durante la stagione 2017 abbiamo dovuto spesso smettere di pensare ai tempi sul giro e iniziare a pensare al salvataggio della gomma posteriore. Pertanto abbiamo ridotto la potenza, risparmiando la gomma, ma ci è costata l’accelerazione. Non abbiamo potuto sfruttare tutta la potenza del motore, perché la moto non era in grado di accelerare senza consumare il pneumatico”.

La mancanza di grip in uscita dalle curve è stato un grosso problema. Ciò ha costretto i piloti ad accelerare di più, usurando maggiormente la gomma. Addirittura in Yamaha hanno dovuto tagliare potenza. Una situazione che non gli ha permesso di essere abbastanza competitivi per vincere il titolo.

MotoGP, Silvano Galbusera e l’elettronica

In Honda e Ducati hanno lavorato meglio a livello di elettronica. Secondo il capo-tecnico di Valentino Rossi può essere questo il punto centrale della questione: “Penso che Honda e Ducati abbiano scoperto qualcosa sull’elettronica per aiutare la parte posteriore della moto. Se ascolti le loro moto, senti meno rumore di taglio dall’elettronica, quindi hanno una migliore accelerazione. Yamaha ha bisogno di lavorare sull’elettronica per trovare qualcosa di simile, perché abbiamo bisogno di accelerazione senza distruggere la gomma”.

Galbusera ricorda che “La Ducati ha lavorato con Magneti Marelli per molti anni e l’anno scorso HRC ha assunto un ingegnere elettronico che aveva lavorato in Ducati e poi in Magneti Marelli. Queste persone sanno tutto del sistema, quindi è più facile per loro trovare l’impostazione giusta”. La concorrenza sul software Magneti Marelli è più avanti, non c’è dubbio. E Yamaha deve recuperare terreno.

Galbusera su Rossi, Vinales e Zarco

Il capo-meccanino di Valentino Rossi spiega anche la problematica del peso del suo pilota. Queste le sue parole in merito: “Maverick è più leggero di Valentino, quindi è più gentile con la gomma posteriore e può conservarle meglio. Le impostazioni per la frenata sono spesso molto simili, anche se Valentino è più alto e pesante, quindi ha bisogno di un setting leggermente più forte. Le impostazioni di Maverick sono simili a quelle usate da Jorge Lorenzo”.

E dopo aver fatto il confronto con Maverick Vinales, c’è pure quello con Johann Zarco. Galbusera afferma: “Johann è un po’ più leggero di Valentino ed è molto gentile con le gomme anteriori e posteriori, quindi può utilizzare impostazioni molto morbide. Le stesse impostazioni non funzionano per Valentino. Ha bisogno di più supporto davanti e dietro, a causa di come frena e accelera”.

 

Matteo Bellan