CONDIVIDI
Davide Brivio
©Getty Images

MotoGP | Davide Brivio racconta l’ingaggio di Joan Mir e l’addio di Andrea Iannone.

La voce dell’arrivo di Joan Mir in Suzuki circolava da settimane nel paddock, ma stamane è arrivata l’ufficialità da parte della casa di Hamamatsu. Dopo due stagioni in Moto3 e il salto in Moto2 lo spagnolo esordirà in classe regina dal prossimo anno al fianco di un altrettanto giovane Alex Rins. Rinuncia alla lotta per il titolo? Davide Brivio assicura di no, ma saranno i risultati in pista a dire se avrà ragione o no.

Il team manager italiano assicura che la trattativa per convincere Mir è stata piuttosto veloce. “Quello che ha richiesto tempo è stato parlare con i diversi manager che sono venuti a chiedere informazioni sulla situazione della nostra squadra e se eravamo interessati a qualcuno dei loro piloti – ha detto in un’intervista a ‘Mundo Deportivo’ -. Con Joan abbiamo iniziato a parlare dopo la preseason e nelle prime tre gare, diciamo che stavamo definendo l’obiettivo. In questo senso, sì, è passato molto tempo, ma è stato più parlare che negoziare”.

L’addio di Iannone

La scelta di sostituire Andrea Iannone con Joan Mir può sembrare molto azzardata e di difficile comprensione per chi guarda dall’esterno. “È sempre una decisione difficile quando devi parlare dei piloti. Uno dei problemi è che al giorno d’oggi, soprattutto quest’anno, il mercato pilota inizia molto presto. Se, come è successo, inizia al primo GP della stagione, puoi giudicare i piloti solo per la loro prestazione della stagione precedente. Questo non va bene per i piloti ed è anche negativo per i team. Questo mercato non consente ai piloti di mostrare i loro progressi. Se inizi la stagione con problemi sulla moto e dopo tre, quattro o cinque gare ci sono miglioramenti, è già troppo tardi. I piloti in cerca di una moto competitiva per la stagione successiva hanno già preso una decisione”.

L’addio di Iannone è quindi dovuto alle cattive prestazioni del 2017, in buona parte dovute ai problemi al motore. Ha faticato ad adattarsi, ma questo campionato sembrava iniziato sotto una buona stella. Non c’è stato il tempo di dimostrare l’inversione di rotta perchè il mercato piloti ha battuto cassa già nel precampionato. “Questa è la pazza situazione generata con questo mercato. E nel bene o nel male siamo tutti in questo gioco. Dobbiamo giocare con le regole del gioco”. Ma nessun pentimento per la decisione presa. “Quando la decisione è stata presa, sembrava che il matrimonio di Suzuki e Iannone fosse difficile, quindi abbiamo iniziato a pensare a delle alternative. Quando abbiamo capito che c’era una possibilità con Mir, abbiamo pensato che fosse un’occasione d’oro, non potevamo mancare”.

Joan Mir decisione dall’alto

Per settimane si è anche parlato di un possibile arrivo di Jorge Lorenzo, una possibilità reale poi scartata dal presidente Toshihiro Suzuki e dalla società Suzuki in generale, che ha deciso di virare su una strategia di giovani piloti. “A Suzuki piace l’idea di prendere un giovane pilota, crescere con lui e, si spera, vincere con lui. Questo è stato il progetto che abbiamo iniziato con Maverick. Come sai, purtroppo abbiamo dovuto fermarlo. Ma questo sarebbe stato il nostro progetto perfetto, togliere Maverick dalla Moto2, incorporarlo in MotoGP, insegnargli come guidare un MotoGP, dargli l’esperienza necessaria e poi vincere. Infatti, abbiamo già vinto una gara nel 2016. Sarebbe stato molto soddisfacente continuare con questo. Ora con Mir possiamo ripetere lo stesso concetto. Ci piace questo tipo di progetto. Ci piace questa sfida – ha aggiunto Davide Brivio -. È un altro modo per affrontare questo campionato…. Non rinunciamo a lottare per il campionato. Ecco perché siamo qui! Il nostro messaggio è che Suzuki vuole vincere con i suoi piloti. Certo, è una grande sfida, ma aspiriamo a vincere delle gare, a vincere il campionato un giorno con un pilota Suzuki, invece di andare al mercato e comprare un pilota apparentemente vincente”.

Una scelta che ha il sapore di una scommessa molto difficile e che rischia di risolversi con un buco nell’acqua. “Certo, siamo consapevoli che stiamo prendendo una decisione rischiosa. Ma… non so come dirlo in un modo carino… almeno abbiamo le “palle” per farlo. Penso che se riusciremo a tenere insieme Alex Rins e Johan Mir per molti anni, avremo una squadra molto forte che porterà entrambi i piloti a lottare regolarmente nei primi cinque posti del campionato. Questo è l’obiettivo. Vogliamo vincere, ovviamente, ma ci rendiamo anche conto che vincere è anche un lungo processo per un nuovo team come il nostro e vogliamo realizzarlo a modo nostro, rispettando il nostro stile”.

Google ha selezionato TuttomotoriWeb.com tra i siti accreditati per il servizio News. Seguici su Google News per restare aggiornato su tutte le notizie dal mondo dei motori