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Dani Pedrosa
Daniel Pedrosa (©Getty Images)

MotoGP, Dani Pedrosa dice addio alle corse.

Il 32enne spagnolo Dani Pedrosa annuncerà il suo ritiro al GP di Catalunya la prossima settimana. Dopo essere stato estromesso da Alberto Puig e Jorge Lorenzo, dopo 18 anni nel Motomondiale, tre titoli iridati, sempre in sella alla Honda dall’inizio alla fine della carriera, passare su una Yamaha sarebbe uno smacco alla sua vita professionale. Non esiste un piano B per il pilota di Sabadell, a fine stagione dirà addio alle corse in attesa di nuovi stimoli, forse la Dorna troverà un ruolo adatto al valore di un personaggio del suo calibro che può vantare ben 31 vittorie in MotoGP.

Dani Pedrosa gareggerà nel suo 296° e ultimo Gran Premio il 18 novembre a Valencia. In passato ha dialogato con la Suzuki e la Yamaha, ma è sempre rimasto fedele alla Honda e non si priverà di questo record per prolungare la carriera di qualche anno. Ha pagato un po’ il prezzo di vivere all’ombra di Marc Marquez: negli ultimi 5 anni e mezzo il fenomeno di Cervera ha vinto 38 GP, Daniel solo nove vittorie. L’annuncio ufficiale del suo addio al Motomondiale potrebbe arrivare giovedì prossimo sul circuito di Barcellona-Catalunya, vicino alla sua città natale, Sabadell. Molto probabilmente resterà in orbita Honda come ambasciatore o scopritore di talenti, ma Dorna potrebbe riservargli un ruolo di tutto rispetto come già avvenuto con Loris Capirossi e Franco Uncini.

L’esperienza in Formula 1

Nella giornata di ieri Dani Pedrosa ha tenuto una giornata di test a bordo di una monoposto di Formula 1 con livrea Toro Rosso. Un’esperienza indimenticabile per lo spagnolo che ha condiviso la giornata insieme a Tony Cairoli. “La Formula 1 è molto diversa dalla MotoGP. L’auto è più simile a un jet, si attacca a terra ed è incredibilmente veloce. L’auto ti dice sempre: ‘Voglio di più, di più, di più!’ In moto, invece, ti senti molto più simile a un cavallo. Tutto è in costante movimento e devi bilanciare la moto con il tuo corpo. È incredibilmente bello sperimentare questa differenza di prima mano e capire quanto può essere diversa la velocità”.