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Cal Crutchlow (©Getty Images)

Cal Crutchlow è forse il pilota più eclettico della MotoGP. Tre stagioni nel campionato Supersport (e un titolo iridato con Yamaha), due anni in Superbike e dal 2011 in classe regina. Il britannico è uno dei pochi ex piloti SBK che si sono stabiliti con successo e in modo permanente nella classe MotoGP.

Nel suo primo anno in MotoGP Cal Crutchlow ha concluso solo 12esimo con Yamaha tra mille difficoltà ad adattarsi al nuovo mondo. “Dopo il mio primo anno nei GP volevo tornare al campionato mondiale Superbike. Non avevo alcun interesse a rimanere nel Campionato del Mondo MotoGP – ha ammesso a Speedweek.com -. “Hervé [Poncharal, Team Principal della Tech3] mi ha detto che dovevo continuare. Così sono rimasto. Nel secondo anno ho cambiato il mio approccio e ho guidato la moto in modo diverso. Sono arrivato quarto nelle prime due gare della stagione e sono salito sul podio due volte”.

Sei podi nei due anni successivi, uno solo con Ducati nel 2014, poi il passaggio alla Honda satellite del team LCR. Nella stagione 2015 arriva la sua prima vittoria in Top Class in Repubblica Ceca, alcune settimane dopo fa il bis in Australia. Cal Crutchlow paragona la sua situazione a quella del pilota Pramac Danilo Petrucci, che è un ex pilota della Superstock 1000. “Danilo ha un vantaggio decisivo. Ha Daniele Romagnoli che è stato il mio capo squadra quando sono uscito dal campionato mondiale Superbike. Daniele capisce come i piloti di Superbike si sentano qui e che spieghiamo le cose in modo diverso rispetto a un pilota cresciuto nel paddock GP. Petrucci è come me. Non è il più grande talento naturale sulla terra, ma è pienamente impegnato. Nelle brutte giornate niente funziona davvero per lui. Ma se ha una buona giornata, brilla”.