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Cal Crutchlow, Marc Marquez e Dani Pedrosa (©Getty Images)

La regola dei motori congelati vale solo per i produttori di successo in MotoGP. I team che non conquistano podi (Suzuki, KTM e Aprilia) possono invece proseguire con lo sviluppo fino al termine del campionato, con la possibilità di cercare di colmare il gap nel corso della stagione.

Cal Crutchlow, da sempre conosciuto per le sue dichiarazioni senza peli sulla lingua, si dice contrario a questa norma. “È un disastro, perché il motore è la parte più importante, ma deve essere sigillato all’inizio e questo crea molti problemi”.

La gran parte del lavoro sul motore viene realizzata durante la pausa invernale e fino al primo Gran Premio del Qatar. “L’intero sviluppo dipende dal motore, si cerca di migliorare il motore dell’anno precedente, se si dispone di un ottimo motore non è necessario cambiare molto e si può prendere in considerazione il resto”, ha spiegato il pilota britannico a Motorsport-Total.com.

In passato il propulsore è stato il punto debole della Honda, costretta a convivere per tutto il campionato con il suo tallone d’Achille. “Non direi che stiamo lottando con il motore, ma è probabilmente la zona su cui dobbiamo lavorare con maggior cura. E poi è la prima parte che dobbiamo sigillare. I motori devono essere congelati e poi nulla possiamo fare a questo proposito”, ha proseguito Cal Crutchlow.

In passato Honda ha commesso gravi errori nel test invernale e ha scelto la versione del motore sbagliata. Il giapponese in seguito ha accusato le diverse condizioni climatiche nei test. Ma non solo le differenze di temperatura sono un pericolo. “Penso che sia più colpa delle gomme, stanno cambiando giorno per giorno e quest’anno ci sono state molte gare sul bagnato che richiedono motori più fluidi”. Ma è pur vero che le regole sono uguali per tutti…