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Valentino Rossi (Getty Images)

MotoGP | Austria, Rossi: “Scuse Yamaha? Ci diano una moto valida”

Valentino Rossi non l’ha proprio mandata giù la deludente qualifica vissuta in Austria. Il Dottore non è neppure riuscito a passare il Q1 e alla fine si è dovuto accontentare di un 14esimo posto. Un risultato al di sotto delle attese dovuto alle carenze della sua M1, specialmente in accelerazione e sul fronte elettronica, e soprattutto tra i peggiori nella sua carriera in Yamaha.

“Fino al 2015, quando i nostri ingegneri giapponesi hanno lavorato con la centralina nipponica erano molto bravi”, ha denunciato amareggiato il campione di Tavullia. “Come elettronica eravamo a posto. I problemi sono iniziati quando abbiamo dovuto usare la centralina unica Magneti Marelli. Sembra che loro facciano fatica a dialogare con questo software. Quindi forse è questo il problema”.

“Ho saputo ora che la squadra si è scusata con noi”, ha proseguito commentando la pubblica venia dei vertici di Iwata. “L’abbiamo presa positivamente questa cosa, data la situazione. Io li ringrazio. E’ una cosa bella. L’importante però non sono tanto le scuse, quanto mettere a posto veramente la moto. Ci vorrebbero risultati presto perché da quel punto di vista siamo molto in ritardo. Ducati e Honda hanno fatto certe mosse molto prima di noi e sarà complicato recuperare terreno. Dunque le scuse… sì, grazie, ma sarebbe bello fare un bello step prima della fine dell’anno”.

Evidentemente amareggiato per la performance lontana dai suoi standard e dalle speranze nutrite per l’appuntamento al Red Bull Ring, il 39enne ha cercato di guardare al bicchiere mezzo pieno non buttando del tutto via il mezzo a disposizione sua e di Maverick Vinales, pure lui in difficoltà e solo 11°.  “Secondo me la base attuale di questa moto, assieme a un’elettronica che funziona come quelle di Honda e Ducati, non avrebbe nulla da invidiare alle altre. Dobbiamo dunque migliorare lì e a quel punto ci saremo”, ha chiuso sforzandosi di essere come al solito ottimista.