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MotoGP Argentina | Le dichiarazioni di Valentino Rossi nella conferenza stampa del giovedì.

Giovedì di conferenza stampa a Termas de Rio Hondo presieduta da Valentino Rossi, Danilo Petrucci, Marc Marquez, Andrea Dovizioso, Cal Crutchlow e Johann Zarco. Il Dottore approda in Argentina dopo il podio del Bahrain di tre settimane fa, consapevole di girare su un tracciato favorevole alle Yamaha, ma dove Marquez è il re della pole con quattro centri su quattro e due vittorie.

Valentino Rossi qui ha collazionato due podi, una vittoria e un quarto piazzamento, ma Honda e Ducati hanno fatto un netto passo avanti rispetto a un anno fa: “In Qatar abbiamo fatto un buon lavoro anche nelle prove migliorando giorno dopo giorno e abbiamo fatto una buona gara, ma non sappiamo cosa succede da una pista all’altra. Negli anni scorsi qui la moto è andata sempre bene, ma ci sono condizioni nuove, in certi punti la pista è stata riasfaltata e avremo meno buche”.

Qui Yamaha ha messo a segno la sua miglior gara del 2017, prima del crollo tecnico subito da Rossi e Vinales. “L’anno scorso siamo arrivati primo e secondo, ora la situazione è diversa, Honda e Ducati sono messi meglio dell’anno scorso e sarà sicuramente più difficile. L’importante è che la moto e le gomme funzionino bene su questo asfalto e speriamo di essere competitivi”. Qual è il segreto della Yamaha M1 su questo circuito? “Una pista interessante, tecnica, fluida, ottima per la nostra moto. Dipende anche dal matrimonio della gomma con l’asfalto e la moto”.

Nei giorni scorsi Cal Crutchlow ha lanciato un invito ad approfondire i controlli antidoping nella classe regine e Valentino Rossi si è detto disponibile a qualunque approfondimento: “Sicuramente è uno sport a rischio doping, effettivamente si fanno pochi controlli, se si vogliono fare più controlli noi ci siamo”. Quando invece gli viene chiesto se abbia mai fatto ricorso ad uno psicologo nel box la risposta è negativa: “Non ho mai avuto bisogno di uno psicologo sportivo, secondo me tutto va affrontato in modo personale, quindi ogni pilota affronta in modo diverso. Sono un pilota anziano e quando ero più giovane non c’erano gli specialisti, dovevi fare tutto da solo. La cosa importante è trovare la concentrazione giusta al momento giusto prima della gara e ognuno ha i suoi segreti per trovare questa concentrazione, ma magari altri piloti hanno bisogno dei consigli di qualcuno. Dipende da pilota a pilota”.