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Andrea Iannone
Andrea Iannone (Getty Images)

La conferenza stampa di Andrea Iannone al Mugello.

Alla vigilia del GP del Mugello Andrea Iannone ufficializza la sentenza definitiva: dal 2019 non sarà più un pilota Suzuki. Il suo team ha deciso di puntare su Joan Mir e il destino dell’abruzzese sembra destinato in Aprilia. “Penso che il mio futuro con la Suzuki non verrà prolungato, nel senso che si interromperà alla fine di quest’anno. Avremo vissuto due anni positivi che ci hanno fatto crescere, a loro nella moto, a me come persona – riporta Motorsport.com -. E in ogni caso abbiamo ancora tutta questa stagione davanti e cercheremo di dare il nostro meglio…”.

Delusione Suzuki e confronto con Lorenzo

Nelle ultime settimane si sono aperte nuove possibilità per The Maniac, a breve potrebbe ufficializzare l’ingaggio da parte della Casa di Noale, “ci sono tante cose in ballo che potranno succedere, ma valuto solo delle situazioni che potranno essere interessanti. Si sono aperti degli scenari nelle ultime settimane: vedremo…”. Ma resta un po’ di rammarico per l’esito finale della sua avventura con Suzuki: “L’anno scorso, quando non andavamo, tutte le colpe erano date al sottoscritto, poi è venuto fuori che era la moto che non era all’altezza di competere per le posizioni alle quali ambivamo. Tant’è che quando la moto è cresciuta non ci abbiamo messo molto tempo a fare dei risultati importanti”, ha aggiunto Iannone. “Non prendermi nemmeno in considerazione è stata una cosa grave. Lo scorso anno è stato difficile e non è stato facile da digerire. Io sono una persona che non porta rancore e che digerisce le cose in fretta”.

Si era parlato di un arrivo di Jorge Lorenzo in sella alla GSX-RR e di una possibile destituzione del pilota di Vasto. Ma a quanto pare sembrano ritrovarsi nella stessa barca, scaricati dai propri team: “Lui è molto più campione di me, questo è indiscutibile. Diciamo che per lui il problema è sempre stato la moto, mentre dalla mia parte il problema sono sempre stato io e mai la moto… La similitudine è che abbiamo fatto cag… tutti e due: ma la differenza è che alla Ducati Dovizioso ha vinto con la stessa moto sei gare, mentre di qua il problema ero io – ha concluso Andrea Iannone -, anche se la moto non vinceva con nessuno”.

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