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Alex Zanardi
Alex Zanardi (getty images)

Mercoledì scorso a Firenze è stato presentato il progetto di formazione “Educare con lo Sport”, in collaborazione con le associazioni Dynamo Camp e Sport senza Frontiere, due onlus molto attive su tutto il territorio nazionale a sostegno dei bambini con patologie gravi o croniche, al fine di garantirne l’inclusione sociale con iniziative ludiche e divertenti. All’iniziativa era presente un ospite davvero d’eccezione come Alex Zanardi, che nonostante le difficoltà della vita, non ha mai perso la forza di volontà e competizione.

“Sport e tecnologia sono i due assi di questo progetto – afferma l’ex pilota di F1 e oggi Presidente di Fondazione Vodafone Italia -. Da una parte la pratica sportiva per abbattere le barriere della disabilità e favorire integrazione sociale, dall’altra l’innovazione tecnologica che, accorciando le distanze, facilita l’accesso ad un percorso formativo necessario allo sviluppo di nuove competenze per istruttori ed educatori, in grado di interagire con minori a rischio di esclusione perché affetti da patologie o perché disabili”.

“È un tema che sento particolarmente perché penso che ognuno debba coltivare i propri talenti – ha detto Zanardi come riporta ‘La Gazzetta dello Sport’ -. Dopo l’incidente, per esempio, ho scoperto di avere della capacità che ignoravo e che ho poi coltivato. Ma da solo non ce l’avrei mai fatta. È importante avere accanto persone competenti che ti possano aiutare anche a livello morale”.

A margine della presentazione Alex Zanardi ha speso qualche parola sulle vicende legate alla MotoGp e lo scontro tra Valentino Rossi e Marc Marquez: “Penso che, con il senno di poi, i protagonisti avrebbero preso delle scelte diverse. Questo vale per tutti, per Rossi, Lorenzo e Marquez. È accaduto qualcosa che ha poco a che fare con lo sport. Vale con la sua esperienza avrebbe potuto gestire meglio la parte centrale della stagione, all’inizio Marquez era anche un suo alleato – ha sottolineato Alex -. Se poi qualcosa è cambiato è forse anche per colpa di Rossi stesso, una colpa però non così grave da portarlo al perdono di Marquez. È il bello e il brutto dello sport, spesso si devono prendere delle decisioni in millesimi di secondo. E capita spesso di prendere le scelte sbagliate. Ha comunque vinto un grande campione. Vale ha fatto una stagione eccezionale  – ha concluso – e Marquez rimane l’erede naturale logico di Rossi”.