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Per rendere più sicure le piste di motocross è stata messa a punto una soluzione made in Italy che si chiama EYE-Track. Dopo l’ultimo incidente mortale registrato il 29 dicembre scorso a Ottobiano, dove un ufficiale di percorso ha perso la vita, il tema sicurezza diventa ancor più scottante.

Bruno De Paoli era una di quelle persone tanto preziose quanto
difficili da trovare che durante gli allenamenti controllano la pista e con la bandiera gialla segnalano la presenza di piloti fermi o caduti al fine di evitare incidenti gravi. E lo fanno per tante ore, esposti al sole, alla polvere o alla pioggia, rischiando la vita per salvare altre vite.

Il motocross in Italia ha raggiunto livelli d’eccellenza grazie anche alle recenti vittorie di Tony Cairoli e Kiara Fontanesi. E’ uno sport rischioso quanto appassionante, ma questo rischio si può e si deve ridurre tramite regole e sistemi di sicurezza. Le regole per la sicurezza delle piste sono stabilite dalla Federazione Motociclistica
Italiana (FMI) nella “Normativa Omologazione Impianti Sportivi”. Tra queste la più importante in allenamento prevede l’obbligo di ufficiali di percorso con le bandiere gialle o in alternativa un sistema di videosorveglianza per presidiare la pista ed allertare i piloti in arrivo se un pilota si ferma o cade, per prevenire gli incidenti più gravi.

“Purtroppo a volte durante gli allenamenti le piste non applicano tali regolamenti. Il regolamento della FMI non è Legge ma è requisito per svolgere attività di allenamento sotto l’egida
della FMI. La stessa FMI afferma infatti che il tesseramento FMI non è obbligatorio per allenarsi in una pista omologata FMI, ma serve a garantire una polizza che tutela i piloti in caso di infortunio (con un rimborso da € 65.000 a € 100.000 in caso di tetraplegia o morte). Molti gestori di piste ritengono quindi che la regola FMI possa essere ignorata e che il pilota sia responsabile delle conseguenze, essendo consapevole delle dotazioni di sicurezza in pista riscontrabili già nel corso del primo giro di ricognizione. In questo caso, l’unica conseguenza del
mancato rispetto delle regole FMI sarebbe il rischio per il pilota tesserato FMI di vanificare l’efficacia della già modesta copertura assicurativa. In ogni caso, anche se il gestore non avesse responsabilità, anche se l’assicurazione fornisse coperture 100 volte maggiori, una pista senza i requisiti minimi di sicurezza non dovrebbe essere aperta perché il pilota rischia la vita”!

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Un imprenditore, dopo essersi ritrovato dinanzi ad un incidente quasi mortale, ha progettato un sistema elettronico automatico che, come un ufficiale di percorso, rileva incidenti o situazioni di
pericolo ed accende luci e sirene per avvertire i piloti
ed evitare incidenti, ma soprattutto un sistema economico che ogni pista potesse permettersi. Un mese di EYE-TRACK costa quanto un giorno di ufficiale di percorso. Il risparmio è enorme e nessun gestore di pista o motoclub può dire di non avere i soldi per permetterselo.

“EYE-TRACK funziona grazie a sofisticati sensori installati a bordo pista che controllano qualsiasi persona, moto o parte di essa – si legge in una nota ufficiale -. I sensori rilevano automaticamente situazioni di pericolo e comandano l’accensione di una o più luci luminosissime posizionate prima del punto cieco per avvertire i piloti in arrivo ed una sirena per avvertire anche il gestore della pista e il personale di soccorso. Il gestore della pista dispone di un monitor TV (o un tablet) per visionare le immagini fornite in diretta dai sensori ed ottemperare al regolamento FMI che ancora non contempla sistemi automatici ma prevede solo sistemi di videosorveglianza. EYE-TRACK include una app per controllare il sistema tramite smartphone e vedere le immagini e i video di ogni allarme che vengono registrati dal Centro Servizi EYE-TRACK. Come apprezzato anche dalla FMI, i video sono utilissimi per la prevenzione degli incidenti perché aiutano i piloti a capire le dinamiche delle cadute e il gestori delle piste a valutare le circostanze che favoriscono il verificarsi di incidenti. I sensori sono connessi tramite Internet al Centro Servizi EYE-TRACK che ne controlla il funzionamento in tempo reale ed esegue interventi di manutenzione”.

Il prezzo del sistema è accessibile a tutti, le piste più importanti e prestigiose ne stanno valutando l’adozione, ma l’adozione massiva
di EYE-TRACK è rallentata da una insufficiente attenzione alla sicurezza. “Se all’estero Federazioni e Motoclub hanno mostrato vivo interesse invitando il team di ingegneri EYE-TRACK a presentare questa grande innovazione, in Italia ancora quasi nulla è cambiato e, salvo pochi casi di eccellenza, nella maggior parte degli impianti ancora oggi in allenamento non troviamo quegli ufficiali di percorso che possono salvare la vita ai piloti nè quelle tecnologie più economiche che possono salvare la vita agli stessi ufficiali di percorso. Gli standard di sicurezza restano fermi ad oltre 50 anni fa nonostante le prestazioni dei piloti e delle
moto siano migliorate, ed ogni anno continuano a verificarsi migliaia di incidenti in pista con numerosissimi casi di lesioni e fratture e sei casi di morte o tetraplegia. Inoltre l’incidentalità in
allenamento è superiore a quella nelle competizioni. Moltissimi di questi incidenti sono evitabili. Dobbiamo pretendere che i gestori delle piste rispettino il regolamento di sicurezza FMI per gli allenamenti. Se poi lo faranno con EYE-TRACK spenderanno
molto meno e ridurranno i rischi per gli ufficiali di percorso”.