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Ramon Forcada e Maverick Vinales
Ramon Forcada e Maverick Vinales (©Getty Images)

Dopo gli anni trascorsi al fianco di Jorge Lorenzo, dal 2017 Ramon Forcada lavora con Maverick Vinales. Un capo-tecnico con grande esperienza e che può ben supportare il pilota di Figueres.

L’avventura insieme in Yamaha era cominciata molto bene, con test sempre al top e due vittorie nelle prime due gare del campionato MotoGP. Sembravano esserci tutti i presupposti per vincere il titolo al primo tentativo, ma poi ci sono stati problemi sulla M1 e il sogno è sfumato. I guai sulla moto si sono ripresentati anche nel 2018, i test non sono stati brillanti. Tuttavia, la prima gara chiusa con un sesto posto in rimonta in Qatar fa essere fiducioso il rider spagnolo e il suo team.

MotoGP, Ramon Forcada su Maverick Vinales

Ramon Forcada ha parlato a Radio Catalunya del GP di Losail, commentando quanto ottenuto da Maverick Vinales in una corsa terminata con qualche rimpianto visto che il suo passo a un certo punto era da podio: “Le sensazioni sono state migliori del risultato. Nel finale ha avuto un buon ritmo, si è trovato meglio sulla moto. E’ stato positivo che abbia avuto buone sensazioni sulla moto. Ha dimostrato un buon passo quando era da solo. Il problema è stato trovarsi in mezzo al gruppo dopo la brutta partenza. Con l’equilibrio che c’è in MotoGP, era dura superare. Fosse scattato davanti e avesse fatto una buona partenza, avrebbe potuto vincere la gara”.

Il capo-tecnico del pilota Yamaha conferma quanto detto dal pilota stesso, ovvero che avrebbe potuto vincere in Qatar. Ma la qualifica è stata negativa e pure la partenza non ha aiutato lo spagnolo. L’inizio di gara è stato complicato per l’ex Suzuki. Poi nella seconda metà è venuto fuori con un ritmo davvero interessante. Ha recuperato fino alla sesta posizione, insidiando Danilo Petrucci per la quinta.

Forcada ritiene che Vinales possa giocarsi il titolo MotoGP 2018 se riesce ad avere una certa costanza di risultati: “Se riusciamo a mantenere il feeling del Qatar, che era molto buono, durante il resto delle gare e a classificarci meglio allora possiamo essere in lizza per il Mondiale”.

MotoGP, Ramon Forcada sui problemi Yamaha e Valentino Rossi

In seguito l’ingegnere spagnolo ha parlato dei guai capitati sulla Yamaha M1: “Tra il finale del 2017 e i test pre-stagionali si sono stati problemi di instabilità della moto, abbiamo provato più soluzioni. Durante lo stesso weekend ci sono prove in cui va bene e altre no. Così è difficile fare una buona gara. I primi quattro circuiti del campionato sono diversi tra loro, vedremo come andrà. Dobbiamo fare in modo avere una moto consistente e costante. Serve ritmo per stare con i piloti davanti”.

Forcada evidenzia quanto sia importante fare bene nei prossimi appuntamenti del campionato, perché potranno dire molto sul livello raggiunto dal team: “Voglio essere prudente dopo il Qatar. L’inizio del Mondiale è sempre fuorviante, perché si corre di notte. Poi si va in Argentina e Stati Uniti su circuiti atipici. Successivamente su una pista più normale come Jerez. Se fai bene in questi quattro circuiti, significa che hai una buona base”.

Il capo-tecnico di Vinales in seguito spiega perché Honda e Ducati siano davanti a Yamaha in questo momento: “Ciò che rende Honda e Ducati forti è il tandem che formano con i loro piloti. La coppia Márquez-Honda è forte da anni e da un anno e mezzo anche Dovizioso-Ducati. Non ci sono buone moto e moto cattive. Ci sono coppie che lavorano bene e altre che non lo fanno. Ad esempio, anni fa, la Ducati ha vinto delle gare con Stoner, quindi la moto andava bene. Poi Rossi, che è un pilota fantastico, è arrivato e tutto è stato un disastro. Queste sono cose che succedono a volte”.

A proposito di Valentino Rossi, l’ingegner Forcada ci tiene a sottolineare che lo sviluppo della M1 non è dettato da lui: “Non è vero, perché la Yamaha porta cose nuove ogni gara e i due piloti possono provare tutto. Se Viñales avesse voluto continuare la stagione con la moto con cui vinse in Qatar e in Argentina, avrebbe potuto farlo. Idem Rossi. Non sono obbligati a fare quello che fa l’altro. La fabbrica per raccogliere informazioni fa provare tutto a entrambi i piloti”.