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Valentino Rossi
Valentino Rossi (©Getty Images)

Valentino Rossi e Yamaha vanno via dalla Thailandia con tanta insoddisfazione. C’era la consapevolezza che ci sarebbero stati dei problemi, però si contava di risolverli.

Nel team Movistar i problemi sono gli stessi e connessi tra loro. Si parte dall’elettronica, dato che Yamaha non riesce a sfruttare il software della centralina Magneti Marelli. Differentemente da Honda e Ducati, ci sono tanti problemi in questo ambito. Ciò influisce su varie aree della moto, tra cui l’accelerazione e anche il consumo delle gomme. In particolare al posteriore il pneumatico si consuma eccessivamente.

MotoGP, Thai Test: Valentino Rossi scontento

Valentino Rossi nel terzo e ultimo giorno di test MotoGP in Thailandia ha chiuso col decimo tempo. 730 i millesimi di distacco dal leader Daniel Pedrosa. Essersi messo dietro il compagno Maverick Vinales conta poco o niente oggi.  Anche perché tenendo conto dei tempi combinati dei tre giorni, lo spagnolo è davanti (ottavo, mentre il Dottore è dodicesimo).

Uno dei dati preoccupanti è vedere Johann Zarco con la vecchia M1 in seconda posizione a meno di un decimo da Pedrosa, sia oggi che considerando i tempi combinati delle tre giornate. Uno smacco che un rider del team satellite Tech3 vada più forte della squadra ufficiale Movistar. Qualcosa che deve far riflettere e provocar conseguenze migliorative immediate.

Rossi, ripreso da Speedweek, ha così commentato questo momento complicato: “Capire la nostra situazione è difficile, non è tutto chiaro. A volte ho un buon feeling con la moto, poi no di nuovo. Ero più felice in Malesia, dove mi sentivo più a mio agio sulla moto. In Thailandia più problemi ci hanno tormentato, dobbiamo lavorare di più. Pensavamo di fare un passo avanti in inverno, specialmente con l’elettronica. La realtà è diversa. Ora andiamo in Qatar per i test, c’è anche la prima gara. Dopodiché sapremo il nostro potenziale”.

MotoGP, Thai Test: Valentino Rossi e i problemi Yamaha

Valentino Rossi ha proseguito la sua analisi parlando dei vari problemi riscontrati sulla sua Yamaha M1 2018: “Il nostro telaio di quest’anno è simile a quello del 2016. La differenza è probabilmente nella distribuzione del peso. Mi sento più a mio agio con il nuovo telaio perché posso guidare le curve in modo più veloce e sento meglio la gomma anteriore. Tuttavia, dobbiamo ancora migliorare, specialmente nell’accelerazione”.

A livello di telaio il nove volte campione del mondo sembra essere tutto sommato contento. Essere tornati alla versione 2016, pur con qualche evoluzione, ha migliorato la negativa situazione del 2017. Tuttavia, ciò non basta. Ci sono problemi di accelerazione e non solo: “Abbiamo sempre avuto problemi con la gomma posteriore, dipendiamo da essa. Se puoi utilizzare pneumatici più morbidi, puoi guidare più velocemente. Sfortunatamente, un pezzo di gomma è uscito dal battistrada perché la temperatura era troppo alta. Quindi ho dovuto guidare una gomma più dura. Con una gomma più dura, puoi fare una distanza di gara, ma non sei così veloce. Non importa cosa cambiamo sulla moto, tutto è collegato alla gomma posteriore”.

MotoGP, Thai Test: Valentino Rossi parla anche di Maverick Vinales

In casa Yamaha tante rogne sono dovute all’elettronica. Il team Movistar non riesce a sfruttare a dovere il software della centralina Magneti Marelli, cosa che invece riesce a Honda e Ducati. Valentino in merito dice: “I problemi hanno un effetto diverso a seconda della pista. L’unico produttore leader sia di Sepang che Buriram è Honda con Marquez, Pedrosa e Crutchlow. Ducati è volata a Sepang, Lorenzo è stato il più veloce lì, ma Buriram ha avuto delle difficoltà. Vediamo cosa succederà in Qatar. Spero che saremo migliori”.

Maverick Vinales ha fatto presente che Yamaha sta lavorando in una direzione probabilmente sbagliata. Maio Meregalli aveva dichiarato che Rossi sarebbe stato quello più seguito in tema di sviluppo, però lo spagnolo vuole un suo ruolo e una moto per sé. Il Dottore sul tema commenta: “Se Maverick vuole usare altro materiale, può farlo. Abbiamo anche provato cose diverse l’anno scorso. Parliamo molto del telaio e dell’elettronica, ma tutto dipende dalle gomme. A volte cambi il tipo di pneumatico e la sensazione è completamente diversa. È così che siamo stati l’anno scorso. Con tali condizioni, è molto difficile sviluppare una moto. A volte abbiamo un problema, dopo due ore non c’è più. La stessa cosa il giorno dopo.”

Matteo Bellan

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