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Marc Marquez Valentino Rossi
Marc Marquez e Valentino Rossi (©Getty Images)

Valentino Rossi al Mugello ha sempre un surplus di motivazioni, visto che è il Gran Premio d’Italia e ci sono tantissimi suoi tifosi. Anche se la sua Yamaha sembra ancora indietro rispetto a Honda e Ducati, ci aspettiamo di vederlo protagonista in questo weekend.

Ha vinto 9 volte sul circuito toscano: una in 125, una in 250 e sette consecutive in 500/MotoGP. Esattamente dieci anni fa l’ultimo successo al Mugello, quando riuscì a battere Casey Stoner e Dani Pedrosa. Da allora sono poi arrivati solo tre podi con tre terzi posti (2009, 2014, 2015). Nel 2016 un ritiro deludente a causa della rottura del motore, mentre era attaccato al leader Jorge Lorenzo. L’anno scorso un quarto posto.

MotoGP Mugello, Valentino Rossi a Sky Sport

Valentino Rossi ha concesso una lunga intervista a Guido Meda su Sky Sport MotoGP. Tanti temi i toccati. Si è partiti parlando del campionato 2008, vinto dopo un 2007 con delle difficoltà che aveva visto trionfare Casey Stoner su Ducati: «E’ uno dei mondiali più belli e importanti che ho vinto, anche per il significato. Lo metto al pari con quello del 2004 e del 2001, l’ultimo della 500. Sono i miei tre preferiti. Spero che anche stavolta possa uscirne un’opportunità. Nel 2007 dopo la gara di Valencia c’è stato un meeting con l’allora capo Furusawa, che era il mio uomo di fiducia, e gli ho detto che volevo continuare con loro ma la moto non andava. Chiesi uno sforzo, lui lo fece e cambiò delle cose in Yamaha anche rischiando il suo posto. La moto del 2008 è stato uno step incredibile. Ha dato gusto, e lo dà tuttora, dimostrare di non essere bollito».

Il nove volte campione del mondo si è soffermato anche a parlare della attuale Yamaha M1, che ancora non lo soddisfa pienamente: «E’ più simile alle moto solite, come la 2015 e la 2015. Ci sono sensazioni simili, mentre l’anno scorso c’era un problema di bilanciamento del telaio. Quest’anno si parla più di elettronica, dove gli altri hanno fatto uno step chiaro che noi non abbiamo fatto. Sarei contento di essere competitivo entro fine stagione, è uno sforzo grosso. La Yamaha deve fare come quella volta Furusawa, andando avanti a piccole cose ci mettiamo cinque anni. Bisogna essere radicali. Honda e Ducati non si sono arrese a questa centralina unica, ci hanno lavorato tirando fuori il massimo. In Yamaha hanno detto che deve essere meno sofisticata e noi la facciamo lavorare come ci hanno detto. Gli altri sono più aggressivi».

A Valentino Rossi viene chiesto anche di quanto avvenuto con Marc Marquez in Argentina, in particolare quando lo spagnolo è stato mandato via dal box Yamaha da Uccio Salucci: «Non bisogna guardare solo quell’episodio lì, c’è una storia lunga dietro mai risolta. Non è mai stata risolta».

Il 39enne pilota pesarese spende comunque parole positive per il rivale, che si sta dimostrando il più forte della MotoGP in questi anni: «Come tutti i grandi ha alzato il livello. Ha inventato questa cosa della caduta-non caduta, lui nelle prove cerca sempre il limite. E’ quello più veloce e che usa la Honda meglio, bisogna solo cercare di guardare e imparare. Se potrei batterlo se fossi al top con la mia moto? Lo devi pensare, anche se la sua moto è in forma e anche lui. E’ difficile, dobbiamo lavorare. Però il bello del nostro sport è che le cose possono cambiare dalla mattina alla sera, magari i tecnici Yamaha durante la stagione ci aiutano a fare uno step e ad arrivargli vicino».

Inevitabile parlare anche del possibile ritorno di Jorge Lorenzo in Yamaha, possibilità che appare sempre più concreta in questi giorni: «Questa storia di dire che è vantaggioso non la capisco bene (ride, ndr). Secondo me non cambierà tanto la situazione. Quando sei in Yamaha devi sempre fronteggiarti con piloti forti. Ci sono sempre stati due top rider nel team in questi anni. Poi non cambierà molto perché comunque ora c’è Zarco, uno che va forte».

 

Matteo Bellan

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