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Valentino Rossi sul podio del GP di Austin di MotoGP 2019 (Foto MotoGP)
Valentino Rossi sul podio del GP di Austin di MotoGP 2019 (Foto MotoGP)

MotoGP | Valentino Rossi è tornato grande: così il decimo titolo non è più un sogno

A chi continua a ricordargli i suoi quarant’anni, età che nel motociclismo prelude al pensionamento, Valentino Rossi ha buon gioco a ribattere con un altro numero: il 51. Ovvero, i punti che ha accumulato in classifica dopo i primi tre Gran Premi della stagione di MotoGP 2019. Ad appena tre lunghezze dal nuovo leader Andrea Dovizioso, ma soprattutto davanti al vincitore dell’ultima gara di Austin, Alex Rins, e al campione del mondo in carica, Marc Marquez. Negli ultimi sei anni, ovvero dal suo ritorno in Yamaha, solo in due occasioni (nel 2015 e nel 2017) a questo punto della stagione il Dottore era messo meglio. Chi fosse stato così coraggioso da prevedere un esito del genere prima dell’esordio stagionale, con ogni probabilità, si sarebbe preso del pazzo da buona parte degli osservatori e degli analisti.

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Valentino Rossi non sbaglia un colpo

Invece questa è la realtà: Vale resta a tutti gli effetti nel ristretto club dei migliori del Motomondiale, continua a frequentare i piani alti della classifica e a credere in quel decimo titolo iridato che, per quanto sempre complicato, ora non sembra più così impossibile. La sua arma migliore finora è stata la costanza di rendimento: in Qatar ha sfoderato una rimonta pazzesca dal 14° al quinto posto, in Argentina è giunto meritatamente secondo e in Texas ha sfiorato la vittoria. A guastare la perfezione di questo avvio di campionato manca solo l’appuntamento con la vittoria, che il fenomeno di Tavullia non coglie da Assen 2017, ovvero da ben 659 giorni. Certo, il successo è importante, perché fa morale e massimizza il bottino di punti. Ma ancor più importante, nell’arco di un intero e lungo Mondiale, è essere sempre lì, macinare risultati con regolarità: specialmente quando gli avversari più competitivi gettano al vento opportunità preziose con le loro stesse mani (chi ha parlato di Marquez?).

Crescita continua, tecnica e umana

La forte impressione, insomma, è che dopo anni di limbo, il duo Valentino RossiYamaha abbia finalmente imboccato la via d’uscita dal suo tunnel buio. L’ha imboccata la moto, che ha ridotto il distacco dalle rivali ed è tornata ai livelli che merita, grazie anche alla linea di sviluppo dettata proprio dal nove volte iridato. E l’ha imboccata il pilota, che nonostante sia entrato negli “anta” e abbia già un palmares ricco come pochi altri, non ha perso la sua motivazione, la sua voglia di vincere e di continuare a migliorarsi. Così, alla sua preparazione fisica maniacale Rossi ha accompagnato una rivoluzione, studiata a tavolino, nel suo stile di guida: un po’ meno aggressivo ma più solido e lucido nell’analisi strategica per renderlo competitivo anche con i suoi più giovani avversari.

Insomma, il pesarese sembra avere tutte le carte in regola per continuare ad inseguire quel sogno sfuggente chiamato Decima. La prova del nove arriverà alla prossima tappa di Jerez de la Frontera, la prima europea: una pista storicamente gradita a Valentino, ma dove la sua Yamaha M1 nelle ultime edizioni ha faticato non poco. Sarà dunque un test chiave: se anche il tracciato andaluso cristallizzerà queste gerarchie, allora quella di lottare per il campionato fino all’ultima gara potrebbe davvero trasformarsi in una missione possibile.

Fabrizio Corgnati

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