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Marc Marquez davanti a Valentino Rossi
Marc Marquez davanti a Valentino Rossi (Foto Red Bull)

MotoGP | Valentino Rossi e Marquez: i due grandi rivali in preda ai dubbi

Divisi da una rivalità ormai storica ma, almeno in questo inverno, uniti dai dubbi. Il pre-campionato dei due nemici giurati Valentino Rossi e di Marc Marquez si sta orientando su una strada sorprendentemente simile. Caratterizzata da incertezze, seppure dettate da ragioni diverse, emerse nei test MotoGP di Sepang e che rischiano di condizionare non poco il loro debutto nel Motomondiale 2019.

Valentino Rossi non è del tutto convinto

Cominciamo da Valentino Rossi. Reduce dallo sfortunato 2018, il primo anno senza vittorie della sua intera carriera in Yamaha, il Dottore aveva disperato bisogno di un segnale forte da parte della sua squadra. E la Casa dei Diapason ha prontamente risposto presente, avviando un profondo processo di ristrutturazione della sua divisione MotoGP che lo stesso fenomeno di Tavullia ha lodato come una decisione corretta. Dal punto di vista tecnico, però, la strada da percorrere per ricucire il distacco accumulato dagli avversari Honda e Ducati resta ancora lunga. L’ultima versione della M1 sembra migliorata sul fronte della stabilità in ingresso curva, grazie ai miglioramenti apportati all’elettronica e al freno motore, e anche la specifica del motore ha compiuto degli indubbi passi in avanti ed è ormai quasi pronta per la delibera definitiva. Ma la nuova aerodinamica (con le tre alette) è invece ancora da rivedere, così come la trazione in uscita dalle curve, tuttora il principale problema che i due piloti chiedono a gran voce ai propri tecnici di risolvere.

L’impressione complessiva, in ogni caso, è che questa nuova Yamaha piaccia molto a Maverick Vinales (il più veloce tra i due compagni di squadra), un po’ meno a Valentino Rossi. Che, sia nei tempi sul giro, sia nelle dichiarazioni a caldo, è apparso decisamente meno entusiasta del suo vicino di box. “La strada per tornare competitivi è ancora molto lunga”, ha ammesso il nove volte iridato, “ma il gruppo di lavoro e l’atmosfera sono ottimi. Il problema è che lo svantaggio da recuperare è enorme e, se la gara si corresse domani, noi saremmo ancora indietro”. Lo testimonia anche la classifica, in cui Rossi si è piazzato decimo a ben un secondo dal leader Petrucci.

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Marc Marquez dubita dell’anteriore

Non è andata molto meglio, anche se per motivi differenti, a Marc Marquez, che infatti ha chiuso l’ultima giornata di prove subito alle spalle di Valentino, undicesimo. Per lui il problema principale è dato dalla sua condizione fisica, ancora precaria dopo la delicata operazione chirurgica alla spalla sinistra, che richiederà ancora parecchie settimane per il completo recupero. Il Cabroncito vede il bicchiere mezzo pieno e si concentra sul fatto che in Malesia è riuscito a stare in moto meglio di quanto si aspettasse, reduce com’era da due mesi interi di inattività. Ma da qui a girare a pieno ritmo, ce ne passa. E questo è tutt’altro che un dettaglio perché, anche quando nelle prime gare dell’anno ritroverà finalmente la perfetta forma, lo sviluppo tecnico della sua Honda sarà ormai stato deliberato seguendo le indicazioni incerte che ha dovuto dare in questi giorni di prove, in cui non ha potuto spingere al massimo.

A peggiorare ulteriormente la situazione è il fatto che anche i suoi due compagni di marca più competitivi, Jorge Lorenzo e il satellite Cal Crutchlow, sono a loro volta alle prese con guai fisici. Il rischio che i tecnici giapponesi non possano contare su un punto di riferimento solido nella guida, durante l’importante fase del pre-campionato, insomma, è concreto. A Sepang, Marquez si è concentrato sul motore e sull’accelerazione in uscita di curva, mentre rimane ancora del lavoro da fare sulla frenata e sull’ingresso curva, per verificare effettivamente se la nuova moto sia in grado di dare quella maggior confidenza all’anteriore che l’anno passato mancava. I punti interrogativi, dunque, non mancano. E consolarsi per i guai del suo nemico pubblico numero uno, Valentino Rossi, all’insegna del “mal comune mezzo gaudio”, questa volta potrebbe non bastare.

Fabrizio Corgnati

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