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Valentino Rossi (©Getty Images)

Andrea Iannone e Valentino Rossi amici a distanza e avversari in pista. I due piloti non hanno mai mancato di nascondere stima reciproca, pur allenandosi separatamente e correndo sempre per diverse scuderie. Ma non c’è solo italianità a unire il filo tra loro.

Ai tempi dei fatti di Sepang il pilota di Vasto non ha esitato a schierarsi con il Dottore. “Io tifo Valentino. Perché è un italiano, e perché lo stimo. E’ un amico… Un punto di riferimento per tutti i piloti, a livello umano e sportivo: per il suo passato e il suo presente. Sfido chiunque a fare quello che ha fatto lui. Sta continuando a scrivere la storia di questo sport”.

Quest’anno in più di una occasione Andrea ha proposto a Valentino di diventare suo coach dopo il ritiro alla fine del 2018. Un assistente di pista in stile Luca Cadalora nel box VR46, che potrebbe dare spessore tecnico ed esperienza al pilota abruzzese. Con un ritorno di immagine degno di lode. “Siamo amici e ci ho provato. Mi avrebbe aiutato”, ha detto Iannone alla vigilia del GP di Catalunya.

Ma a quanto pare l’idea non piace a Valentino Rossi che sembra avere già le idee chiare per l’età “pensionabile”. C’è già il doppio impegno in Moto3 e in Moto2 con i ragazzi della Academy. Poi il sogno di fondare una propria squadra con cui accedere alla MotoGP. Dalla sua avrebbe “agganci” e sponsor, anche se si tratta di un progetto a medio-lungo termine. “Vi ringrazio per l’idea. Noi, invece, abbiamo un sacco di cose da fare. Non so se avrò il tempo”, ha risposto il pesarese all’idea di diventare coach di Andrea Iannone. Del resto non è ancora sicuro che lasci dopo il 2018…

 

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