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Tito Rabat (©Getty Images)

Tito Rabat è soddisfatto. I primi chilometri con la Ducati del Team Avintia sono stati positivi e le sensazioni in sella a quella che per molti è stata una bestia nera gli hanno dato fiducia. Vincitore del titolo di Moto 2 nel 2014 e terzo nel 2015, il centauro di Barcellona è stato protagonista di due stagioni in MotoGP più di bassi, che di alti, ottenendo con la Honda della scuderia Marc VDS soltanto tre piazzamenti in top 10 e una nona posizione come miglior risultato, per chiudere i campionati rispettivamente al 21° e al 19° posto assoluto.

Passato quindi a Borgo Panigale seppur alla guida di una Desmosedici con specifiche 2017, lo spagnolo si è subito sentito a proprio agio e pronto a tornare a disputare le gare di una volta. Se infatti il primo test a Valencia lo ha visto terminare 14°, in quello di Jerez ha saputo ridurre il gap dai migliori ad un secondo attestandosi 7° sia il primo sia  il secondo giorno.

Promosse le alette!

“L’aspetto positivo è che sono stato veloce anche nei miei giri senza scia proprio come accadeva nella serie cadetta”, ha dichiarato a Motorsport.com il 28enne spiazzando quanti hanno spesso sostenuto che la Rossa su due ruote resti la più difficile da gestire. “Sono molto contento perché con la vecchia moto dovevo sempre seguire qualcuno per essere veloce. La Ducati è un altro mondo”.

“Ho cercato di imparare un po’ alla volta, ma ho vissuto delle belle giornate. Non ho pensato molto ai riscontri cronometrici ed ho ugualmente concluso con un tempo migliore rispetto al mio personal best sul tracciato iberico con la Honda”. In particolare a convincere Rabat cono stati tre elementi: l’aerodinamica, il motore e la frenata.”Ho apprezzato parecchio le ali ai lati della carena. Ti consento di avere uno spunto notevole sul dritto senza impennare, per cui puoi focalizzarti maggiormente sull’entrata in curva. Inoltre accelera e frena bene. Tutte le moto hanno aspetti negativi, però al momento vedo solo i pro”.

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