Alex Rins festeggia la vittoria nel GP di Austin di MotoGP 2019 (Foto MotoGP)
Alex Rins festeggia la vittoria nel GP di Austin di MotoGP 2019 (Foto MotoGP)

MotoGP | Tenete d’occhio Alex Rins: ora può arrivare molto in alto

Ora il Mondiale di MotoGP 2019 è un affare per quattro. Quattro piloti, nelle prime quattro posizioni, con quattro moto diverse: Marc Marquez, Andrea Dovizioso, Valentino Rossi e… Alex Rins. Già, perché con la prima vittoria in classe regina conquistata proprio domenica ad Austin, il giovane spagnolo della Suzuki è stato promosso seduta stante da outsider di lusso a candidato per il titolo, seppure con tutta la timidezza e la prudenza del caso. “Sapevo che Alex sarebbe stato della partita”, conferma Dovizioso. “Sicuramente è un rivale per il campionato”, lo incorona Rossi, “perché va veloce e non solo in quest’ultima gara”.

Proprio così: Rins è un talento, vincente e corretto, anche se non precoce quanto altri suoi colleghi. Il 23enne catalano sa come andar forte, ma non brucia le tappe: ha bisogno di un suo tempo di apprendistato, prima di potersi esprimere al massimo livello. È stato così nelle categorie inferiori, dove a livello internazionale non ha mai conquistato nessun titolo, anche se ne ha sfiorati molti. Ed è stato così anche in MotoGP, dove ci è voluta tutta la pazienza e la lungimiranza della Suzuki per puntare su di lui dopo aver subìto il tradimento del vecchio pupillo Maverick Vinales, passato armi e bagagli alla Yamaha.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

Così Alex Rins si è preso la Suzuki

Il boss Davide Brivio, uno che di piloti se ne intende, non ha mai avuto dubbi su di lui: lo ha fatto crescere con la necessaria calma e serenità, all’ombra del suo ex compagno di squadra Andrea Iannone. Poi, quando anche il Maniaco era in procinto di cambiare aria, Rins ha capito che il suo momento era giunto, e ha fatto il salto di qualità: nella fase finale della scorsa stagione ha infilato una sfilza di tre podi, dimostrando così di essere pronto per prendere le redini della squadra.

E infatti, promosso a capitano, nel 2019 Alex non sta deludendo: quarto in Qatar, quinto in Argentina, poi finalmente vincitore negli Usa. Ha ripagato la fiducia della Suzuki regalandole il suo primo trionfo dal Gran Premio di Gran Bretagna 2016. E lo ha fatto con pieno merito e autorevolezza, battendo in un duello corpo a corpo un certo signor Valentino Rossi, che non ha perso tempo a congratularsi sportivamente con lui. Insomma, è nata una stella: e, vista la lucidità con cui è stata costruita, sembra avere tutte le carte in regola per non rivelarsi soltanto un fuoco di paglia, bensì una solida realtà. A sfavore della Suzuki c’è ancora un certo deficit a livello di motore e la mancanza di risorse economiche e tecniche all’altezza per competere ad armi pari con gli altri colossi delle due ruote. Ma è anche vero che, storicamente, la prima vittoria innesca il proverbiale “click” nella testa dei piloti, capace di accrescere la sua consapevolezza nei propri mezzi, esprimere tutto il suo potenziale, alzare il suo livello. Se dovesse essere così anche nel caso di Alex Rins, allora i diretti avversari farebbero davvero bene a iniziare a tenerlo d’occhio.

Fabrizio Corgnati

Se vuoi essere aggiornato solamente sulle notizie di tuo interesse, è arrivata l'APP che ti invierà solo le notifiche per le notizie di tuo interesse!

✅ Scarica Qui x Android: TopDay_PlayStore
✅ Scarica Qui x OS: TopDay_AppStore