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Marc Marquez Andrea Dovizioso Valentino Rossi
Marc Marquez, Andrea Dovizioso e Valentino Rossi (©Getty Images)

Nella prima gara MotoGP del campionato 2018 in Qatar non ha deluso. Lo spettacolo sulla pista di Losail non è mancato affatto. L’inizio di questo Mondiale è di quelli promettenti.

La vittoria è andata ad Andrea Dovizioso, che ha vinto un altro duello con Marc Marquez al fotofinish. A completare il podio un 39enne come Valentino Rossi, che continua ad essere lì nonostante difficoltà tecniche e perplessità altrui. Giù dal podio Cal Crutchlow e Danilo Petrucci, con Honda e Ducati praticamente ufficiali dei team LCR e Pramac. Sesto in rimonta Maverick Vinales. Settimo Dani Pedrosa, davanti a poleman Johann Zarco. Via via tutti gli altri, con Jorge Lorenzo e Alex Rins ritirati eccellenti.

MotoGP, Qatar 2018: le pagelle di Tuttomotoriweb

Dovizioso 10 – Capolavoro di DesmoDovi a Losail. Qualifiche non soddisfacenti, con un 5° posto che lo ha fatto partire solo in seconda fila, ma si sapeva che il suo potenziale era ben superiore. Parte con calma per non consumare troppo le gomme, poi al momento giusto accelera portandosi davanti. A cinque giri dalla fine lo strappo che fa selezione e alla fine un altro duello vinto contro Marquez. Meraviglioso.

Marquez 9.5 – Quella di Losail è una pista in cui lui e Honda negli ultimi anni non avevano troppo brillato. Dal 2014 manca il successo in Qatar allo spagnolo e alla casa di Iwata, dunque il secondo posto di quest’anno è un grande risultato. Marc non molla mai, riesce sempre a metterci qualcosa di suo anche quando la moto non è la più competitiva. Perde nuovamente un confronto con Dovizioso, ma Marquez è sempre lì e resta l’uomo da battere.

Rossi 9 – Alzi la mano chi credeva sinceramente che potesse arrivare sul podio. Sicuramente pochissimi, anche se il suo passo sembrava buono nelle prove. A 39 anni si dimostra ancora competitivo. Non è riuscito a giocarsi la vittoria con Dovizioso e Marquez, però al traguardo il gap è stato ridottissimo. Vedremo come andranno le cose nelle prossime gare, anche perché in Yamaha devono ancora sistemare dei problemi. Ma intanto Valentino si gode questo buonissimo risultato.

Crutchlow 8 – Prestazione solida da parte di Cal. Ha gestito bene la sua gara, mostrandosi consistente e non buttando via un buon piazzamento come invece accaduto in altre occasioni. Podio non molto distante. Lucio Cecchinello ringrazia e spera che il britannico continui così.

Petrucci 7.5 – E’ vero che forse ci si aspettava di vederlo lottare per il podio fino alla fine, però il quinto posto è positivo. Probabilmente montare la gomma morbida all’anteriore non ha pagato abbastanza, ma il pilota umbro ha lottato bene e si è difeso nel finale. Adesso è importante essere costante. Chiudere in top 5 la prima gara va bene.

Morbidelli 7 – Esordio positivo per il ‘Morbido’, che parte 14° e chiude 12°. In assoluto il migliore dei rookie della MotoGP. Una top 10 a circa due secondi di distanza, pochi. E’ stato tranquillo e ha cercato di non strafare. Il talento c’è, però bisogna dargli il tempo di crescere in una categoria nuova per lui e di così alto livello.

Vinales 6.5 – Non sta vivendo un periodo felice e l’inizio di gara stato difficile, come lo erano state prove libere e qualifiche (12°), ma poi ha rimontato fino alla sesta posizione. Per come sembrava essersi messo il weekend, è un buon risultato. Ovviamente non c’è da gioire granché, perché Maverick e Yamaha si attendono di lottare per posizioni di vertice ma i segnali sono incoraggianti.

Zarco 6.5 – Pole da record e 18 giri in testa, però quando gli altri dietro accelerano lui dimostra di non avere il passo per seguirli. Chiude ottavo, dunque dietro ai tanto bistrattati piloti ufficiali. Niente di male, se non fosse per la narrazione che è stata fatta su Johann in queste settimane. Sicuramente è un pilota forte, però prima di esaltarlo oltre misura è meglio attendere qualche GP.

Rins 6 – Quando un pilota cade per colpa propria il voto non dovrebbe essere positivo, però Alex a Losail si è mostrato competitivo e purtroppo è scivolato quando era 6° nel gruppo dei migliori. Costantemente più veloce di Iannone con una Suzuki che rispetto a un anno fa è migliorata. Sicuramente in Argentina il giovane Alex vorrà riscattarsi.

Miller 6 – Sembrava avere il potenziale per fare meglio del decimo posto. Comunque ci aspettiamo una buona stagione da lui e chiudere nella top 10 alla prima gara in Ducati non è male.

Aleix Espargaro 6 – Sfortunato quando nel finale la sua Aprilia accusa un problema alla pompa della benzina e gli impedisce di conquistare una top 10 alla portata.

Rabat, Syahrin, Bautista e Abraham 6 – Tutti a punti e dunque da valutare con la sufficienza.

Iannone 5,5 – Anonimo nono posto, senza particolari guizzi. Rins in Qatar è caduto, però si è mostrato più veloce di lui ancora. Vedremo se nei prossimi GP lo spartito cambierà. Andrea ha il potenziale per fare meglio di così.

Pedrosa 5,5 – Passi che lo batta Marquez, ma a Losail fa anche peggio di Cal Crutchlow  e finisce settimo. Ogni inizio stagione più di qualcuno dice “Occhio a Pedrosa quest’anno”, ma intanto a lottare per il titolo in casa Honda è sempre e solo Marc. Vedremo se Dani quest’anno sarà maggiormente della partita, anche perché la sua conferma nel team Repsol è tutt’altro che sicura.

Lorenzo 5 – Cade per un problema di freni mentre era solamente in decima posizione. Senza il problema tecnico probabilmente avrebbe potuto giocarsela con i vari Vinales, Pedrosa e Zarco. Tuttavia, ci si aspettava di più da lui. Ducati in Qatar è molto forte, però lo spagnolo ancora una volta non è stato al livello del compagno Dovizioso.

Redding 5 – Ventesimo, confronto con Aleix Espargaro imbarazzante per ora. Deve ancora adattarsi a una nuova moto e ci sta che serva tempo, però deve accelerare.

KTM 4 – Tutt’altro che una moto dimostrasi di buon livello in Qatar. Sicuramente non avere piloti di spessore è un limite. A faticare è soprattutto Smith, però anche Pol Espargaro non è ancora al 100%.

Luthi, Nakagami, Simeon sv – Prima gara in MotoGP per loro, prematuro ogni giudizio.

Matteo Bellan

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