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Valentino Rossi
Valentino Rossi (©Getty Images)

Valentino Rossi ha dovuto limitare i danni nel Gran Premio d’Austria 2018. Il pilota Yamaha MotoGP ha chiuso sesto al traguardo al Red Bull Ring. Non ha potuto fare di più, considerando che partiva pure quattordicesimo.

Partendo più avanti forse avrebbe potuto fare qualcosa in più, ma con una M1 così ha comunque ottenuto il massimo a Spielberg. I problemi sono sempre gli stessi che il Dottore indica da un anno. Yamaha ieri ha chiesto scusa ai propri piloti per la difficile situazione, togliendo loro un po’ di peso. Tuttavia, entrambi i rider più che le parole ora vogliono fatti concreti. Vogliono miglioramenti.

MotoGP Austria, parla Valentino Rossi

Valentino Rossi si è concesso ai microfoni di Sky Sport MotoGP dopo la gara in Austria. Queste le sue parole: «La differenza con i primi tre è stata abbastanza grande. Sapevamo che in questa pista avremmo sofferto di più, però è tutto l’anno che Marquez e i due Ducati se sono a posto sono più veloci di me. Siamo la Yamaha ufficiale e dobbiamo guardare lì».

In seguito il nove volte campione del mondo ha commentato la corsa, partita dalla quattordicesima casella e conclusa al sesto posto al traguado: «Comunque è stata una buona gara. Stamattina abbiamo fatto una buona modifica al setting, mi ha aiutato a tenere un passo più costante. Sono partito indietrissimo, sono stato sfortunato per aver rotto venerdì mattina ed era l’unico turno per stare nei 10. Fossi partito più avanti, avrei potuto battagliare con Petrucci. Anche Crutchlow andava più forte».

Valentino Rossi ha concluso il proprio intervento sottolineando ancora quanto la Yamaha sia in ritardo rispetto a Marc Marquez e ai due piloti Ducati: «Sono salito cinque volte sul podio quest’anno. Sono andato forte in Qatar e Sachsenring soprattutto. Gli altri tre podi sono arrivati anche perché uno tra quei tre lì è caduto oppure non era a posto. Abbiamo preso punti e riesco ad essere ancora secondo in campionato. Però non siamo veloci per il podio, loro son tre… Ci sono piste dove soffriamo di più e altre meno».

 

Matteo Bellan