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Jorge Lorenzo (©Getty Images)

MotoGP | Austria, Lorenzo: “Scommessa vinta, quando nessuno ci credeva”

In Austria Jorge Lorenzo ha dato davvero tutto se stesso.  Scattato dalla terza piazza il maiorchino ha corso con il coltello tra i denti e ad una decina di giri dalla bandiera a scacchi si è andato a prendere una prima posizione sudata al 100% a causa dei continui attacchi, alcuni andati in porto, del solito scatenato Marquez.

“Non so se ho perso degli anni di vita, ma qualche mese sì, con tutta quella pressione e quella tensione nel duello con Marc”, ha ammesso ai microfoni di Sky Sport Italia. “Però ne è valsa la pena perché ho potuto battermi con molta energia e aggressività, facendo anche un po’ di strategia nelle ultime tornate”.

E proprio sulle gomitate con il #93 della Honda ha svelato: “A due giri dalla conclusione l’ho lasciato passare per rilassarmi un po‘. Sapevo che nella salita che va alla curva 9 avevo un vantaggio di due o tre decimi nei suoi confronti e  pensavo di attaccarlo lì. Alla fine forse credeva che fossi molto più vicino a lui ed ha frenato pensando che dovessi chiudere il gas, invece mi ha lasciato spazio all’esterno e sono riuscito a rimettermi davanti in accelerazione. A quel punto ho spinto al massimo staccando forte e mantenendo la posizione”.

Le gomme

Parte del successo del ducatista è stato dovuto alla giusta amministrazione delle coperture utilizzate al Red Bull Ring ossia due soft: “Ho imparato molto sull’uso delle gomme. A Brno ho fatto l’ultimo step, ma avevo già fatto qualcosa di simile al Mugello e a Barcellona. Credo di averle gestite piuttosto bene all’inizio, anche se non ho potuto amministrare troppo, perché Marc stava spingendo forte per andare via. Ho cercato di mantenere sempre il distacco tra 0″8 e 1″2, ma poi lui  ha iniziato a calare e quando l’ho sorpassato si è attaccato al mio codone ed è rimasto lì”.

Scommessa vinta

Per arrivare ai risultati del campionato in corso il 31enne ha lavorato innanzitutto su sé stesso:“Una delle cose più difficile per uno sportivo è reinventarsi e cambiare il suo modo di fare le cose. Con la Ducati sono stato praticamente obbligato a farlo, cambiando molto il mio stile di guida. Quando molti non ci credevano più, ci sono riuscito e penso che alla fine questo matrimonio sarà ricordato come un qualcosa di positivo, soprattutto nel secondo anno, perché entrambi ci siamo portati delle cose positive per il futuro”.

Staccato di 71 punti dall’iberico dell’HRC Lorenzo sembra credere poco al mondiale. “Senza la pressione di lottare il titolo, anche se non si può mai dire mai fino a quando non è finito, è chiaro che si corre in maniera differente. Proverò almeno a diventare vice campione“, ha quindi concluso.

Chiara Rainis