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Marc Marquez
Marc Marquez (foto Repsol Honda)

Marc Marquez vero re d’America ad Austin. Ennesima gara dominata in Texas per il campione del mondo in carica MotoGP. La retrocessione in seconda fila, dopo la cancellazione della pole position, non gli ha recato granché problemi.

Dopo una piccola battaglia con Andrea Iannone nelle fasi iniziali, lo spagnolo ha salutato la compagnia ed è andato in fuga. Il caos dell’Argentina e le polemiche anche di questi giorni non lo hanno distratto. Sul circuito americano il pilota del team Repsol Honda è imbattibile e anche in questo 2018 lo ha confermato. Ora è secondo nella classifica mondiale MotoGP con un solo punto di distacco da Andrea Dovizioso.

MotoGP Austin, le dichiarazioni di Marc Marquez

Marc Marquez al termine del Gran Premio delle Americhe 2018 è intervenuto ai microfoni di Sky Sport MotoGP. Questi suoi commenti sulla bellissima vittoria conquistata oggi: «In questo weekend ho spinto. Ero concentrato, volevo fare una gara perfetta. Non avevo mai fatto una gara così in MotoGP. Oggi la volevo, mi sentivo bene e il set-up della moto mi ha aiutato».

Gli viene chiesto quanto abbia spinto e se avesse ancora del margine per andare maggiormente veloce di quanto mostrato: «Siamo in MotoGP e provi sempre a spingere. Ho dato il 90% all’inizio, poi l’80-70% anche perché era complicato sia con le gomme e a livello di energie. Ieri ero malato e pure oggi non ero al massimo. Ho fatto comunque una bella gara. Non mi è piaciuto stare troppi giri da solo, però va bene così».

Inevitabile domandare a Marquez perché ad Austin sia così dominante. Quale aspetto gli farà fare la differenza? Lui replica: «Nei cambi di direzione penso che Yamaha è più forte di noi, è più agile. Nei tornanti piccoli, dove c’è da staccare forte e da girare in poco tempo ho un punto forte mio. Le curve a sinistra sono quelle mie. Guardando la telemetria, io a sinistra guadagno sempre un po’».

Il rider del team Repsol Honda prosegue facendo un riferimento alle pressioni di quest periodo, considerando che i fatti dell’Argentina potevano condizionare: «Quanto successo in Argentina l’ho sentito, sono umano. Ma ogni giorno cerco di imparare, di vedere cosa ho fatto male o bene. Quanto hai imparato poi lo tieni in testa e usarlo nella prossima gara, è quello che faccio. In pressione lavoro un po’ meglio».

Marc continua a temere Andrea Dovizioso nella lotta per il titolo mondiale MotoGP: «Ducati fa la stessa paura di prima. Dovizioso qui e in Argentina fa fatica, lo sapevamo, però in Europa andrà forte. E’ davanti in campionato e fa ancora paura».

 

Matteo Bellan