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Valentino Rossi e Alex Rins salgono sul podio del GP di Austin di MotoGP 2019 (Foto MotoGP)
Valentino Rossi e Alex Rins salgono sul podio del GP di Austin di MotoGP 2019 (Foto MotoGP)

MotoGP | Austin, le pagelle: bene Rossi e Dovizioso, bocciati Marquez e…

Nella gara in cui si interrompe, causa caduta, il monopolio di Marc Marquez nel Gran Premio delle Americhe, arriva anche il primo successo in MotoGP per Alex Rins con la Suzuki. E si meritano una netta promozione anche i nostri Valentino Rossi, ancora secondo, e Andrea Dovizioso, che con il quarto posto ribalza in testa alla classifica mondiale. Non mancano, però, anche i bocciati. Ecco le pagelle di Austin firmate TuttoMotoriWeb.com.

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Alex Rins: voto 10. Lui e la sua Suzuki erano ormai pronti per la prima vittoria. L’hanno colta con merito, grazie alla superiore velocità della moto e alla lucidità del pilota nel gestire il duello finale con il vecchio volpone per eccellenza della MotoGP. Ora lo spagnolito è terzo in classifica mondiale, e i migliori devono fare i conti con lui.

Suzuki: voto 10. Ormai è competitiva in tutte le condizioni. A volte ci mette un po’ più degli altri a trovare l’assetto giusto, ma poco conta. Con il suo lavoro dietro le quinte, poco appariscente ma molto di sostanza, ha finalmente raggiunto l’esclusivo club dei top team. E intende non mollarlo ancora per molto tempo.

Valentino Rossi: voto 9. A quarant’anni, occasioni di vittoria come questa non capitano più tutti i giorni, dunque un pizzico di rammarico c’è, ed è normale. Ma ad un fenomeno che riesce ancora ad essere il punto di riferimento assoluto del suo team, regolarmente sul podio e in piena lotta per il Mondiale, che cosa vogliamo dire?

Jack Miller: voto 9. Per tutto il weekend è stato il più veloce dei piloti Ducati, grazie al suo stile di guida che risentiva di meno delle asperità dell’asfalto, e che non incappa più nel vizio di strafare come in passato. Torna sul podio dopo quasi tre anni, ed è tutta farina del suo sacco.

Yamaha: voto 8. Ad Austin, come ci si aspettava fin dalla vigilia, la sua superiorità nei curvoni da percorrenza ha fatto la differenza e le ha permesso di essere veloce. Ancora non perfetta, però, perché sul finale ha messo in luce chiare difficoltà in fase di frenata. La strada di sviluppo è quella giusta, ma gli ingegneri giapponesi hanno ancora da lavorare.

Franco Morbidelli: voto 8. Paga un distacco di diciotto secondi: ampio, ma giustificabile con il fatto che sul finale ha preferito amministrare la sua posizione, la migliore della carriera in MotoGP. Quel che conta di più, comunque, è che è sempre più solido e convincente.

Andrea Dovizioso: voto 7. Se tracciamo un bilancio dell’intero weekend, pesano gli errori nelle libere e nelle qualifiche. Ma in gara non sbaglia niente, mantiene la calma e sfrutta una chance imperdibile di rosicchiare punti a Marquez. Dai due GP più ostici dell’anno emerge in testa alla classifica: meglio di così non poteva andare.

Fabio Quartararo: voto 7. E meno male che è un debuttante… Il francese continua a stupire, cresce ad un ritmo impressionante e sempre costante. Tenetelo d’occhio.

Ducati: voto 6,5. Austin non era la sua pista, e lo si sapeva. Ma il distacco accusato è stato inferiore al passato: segno che il lavoro del team tecnico guidato da Gigi dall’Igna, che si è concentrato proprio sull’obiettivo di colmare i limiti più evidenti della Desmosedici GP, ha dato i suoi frutti. Poteva andare molto peggio.

Ktm: voto 6,5. Stavolta porta a casa un promettente ottavo posto con Pol Espargaro. Ma i secondi che la separano dala vetta sono comunque trenta. E l’impressione è che la Casa austriaca non abbia la minima idea di come fare a colmarli.

Andrea Iannone: voto 5. Arriva in zona punti e salva la giornata della Aprilia dopo la caduta del suo compagno di squadra Aleix Espargaro. Ma riesce a farsi battere da Maverick Vinales nonostante quest’ultimo sia stato penalizzato da un ride through. Così non va.

Marc Marquez: voto 4. Aveva la gara in mano, con già tre secondi di vantaggio al nono giro. Doveva solo gestirla, invece ha voluto esagerare, inseguire il dominio assoluto come in Argentina, ed è caduto. Resta il pilota da battere nell’attuale MotoGP, ma errori come questi si pagano cari. E anche tanto.

Maverick Vinales: voto 4. Mentre il suo compagno di squadra Valentino Rossi consolida il suo ruolo di punto di riferimento assoluto della Yamaha, lui continua a sbagliare tutto: dalle qualifiche alla partenza fino alla penalità. Se deve puntare il dito contro qualcuno, non può fare altro che guardarsi allo specchio.

Honda: voto 4. Continua ad essere la moto più veloce, ma infila una sfilza di problemi da allarme rosso. In gara cascano sia Cal Crutchlow che Marc Marquez, mentre Jorge Lorenzo è costretto al ritiro. Il Cabroncito incolpa un non meglio precisato problema elettronico alle marce basse. Che succede ai campioni del mondo in carica?

Fabrizio Corgnati

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