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Valentino Rossi sulla Yamaha MotoGP nei test di Sepang 2019
Valentino Rossi sulla Yamaha MotoGP nei test di Sepang 2019 (Foto Yamaha)

MotoGP | MotoGP 2019, le nuove gomme aiuteranno Valentino Rossi e Petrucci?

I primi test MotoGP 2019 in Malesia si sono conclusi con un nuovo record ufficioso della pista di Sepang: 1:58.239 il tempo firmato da Danilo Petrucci, che ha abbattuto di quasi sei decimi il precedente primato stabilito (sempre in sella ad una Ducati) dodici mesi prima da Jorge Lorenzo. Un giro strepitoso, velocissimo, ma comunque non perfetto. Già, perché Petrux sarebbe potuto andare ancora più forte, se non avesse dovuto abortire anticipatamente la sua ultima giornata di prove per via di una caduta poco prima della pausa pranzo.

Questo inconveniente gli ha impedito di migliorarsi, non tanto sul fronte della guida, quanto sotto l’aspetto tecnico. Il miglior crono del pilota ternano della Ducati, infatti, è stato stabilito con la versione standard della gomma posteriore morbida. Nel garage di Petrucci, però, c’era anche un nuovo pneumatico soffice, portato per la prima volta in assoluto dalla Michelin nei test pre-campionato, che Danilo non ha avuto occasione di sperimentare in pista. Se l’avesse fatto, facilmente il suo tempo sarebbe ulteriormente sceso, almeno stando alle dichiarazioni dei suoi colleghi che hanno trovato la nuova versione della gomma decisamente più performante rispetto alla vecchia.

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I segreti dei nuovi pneumatici MotoGP 2019

Come a dire che, quest’anno, possiamo aspettarci un margine di miglioramento delle prestazioni ancora più importante da parte di tutto il lotto della MotoGP 2019, grazie a questa soluzione inedita che il gommista francese, dopo le buone risposte raccolte dalle prove invernali, si appresta ad introdurre anche nei weekend di gara. “Finora i risultati sono stati ottimi”, ha confermato il responsabile Michelin, Piero Taramasso. “Se venissero riconfermati anche nei test in Qatar, allora introdurremo queste nuove soluzioni durante la stagione”. Oltre alla gomma posteriore morbida che può fare davvero la differenza sul giro secco, le altre novità riguardano una posteriore media e una anteriore che si colloca a metà tra la morbida e la media. “Il nostro piano”, prosegue Taramasso, “è di introdurre l’anteriore a partire dal Qatar, mentre quelle posteriori potremmo iniziare ad utilizzarle da Jerez”.

Ma qual è la caratteristica così innovativa di questa ultima generazione di pneumatici? “Un modo diverso di miscelare le componenti”, rivela il boss Michelin. “Una tecnologia che usiamo anche nelle macchine. L’abbiamo applicata l’anno scorso in MotoGP con una mescola morbida e ha funzionato in una finestra molto più ampia, sia di piste che di condizioni meteo diverse. Così abbiamo deciso di adottarla anche su queste altre mescole”. Ma i benefici apportati non si limiterebbero solo alla prestazione e alla versatilità di utilizzo: “La speranza è di migliorare anche la durata”, ribadisce Taramasso. “Spero che questo aiuterà i piloti a non dover adattare troppo il loro stile di guida in modo da risparmiare le gomme durante la gara”. Un problema di cui lo stesso Petrucci, ma anche Valentino Rossi, si erano lamentati in numerose occasioni durante la passata stagione. Questi neonati pneumatici Michelin, dunque, potrebbero dare una mano inattesa ai nostri piloti italiani nel campionato di MotoGP 2019?

Fabrizio Corgnati

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