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(©Getty Images)

24 ore dopo il Gran Premio di Jerez la Yamaha sembra ad un bivio. La strada che porta a Maverick Vinales è sicuramente più veloce, mentre quella intrapresa da Valentino Rossi è irta e tutta in salita. Il Dottore promuove il pneumatico anteriore Michelin con carcassa più dura, ma boccia il telaio della Yamaha M1 2017.

Troppi i dubbi, troppi i comportamenti altalenanti della nuova moto. Tornare indietro sarebbe un passo nel vuoto, ma il team VR46 sembra non riuscire a trovare la dritta con l’assetto. Neppure la nuova gomma, tanto agognata ad inizio campionato, è stata in grado di migliorare le prestazioni di Valentino Rossi. E’ pur vero che nelle prime tre gare ha ottenuto tre podi (pur sempre lontano dalla vittoria), ma Jerez è stato un disastro e potrebbe non essere l’unico in questa stagione, se non si troverà un’uscita d’emergenza.

Domenica scorsa nel warm-up il Dottore ha deciso di rivoluzionare il setting della sua Yamaha. Una mossa che non ha portato frutti, costata il 10° posto. Il giorno dopo si rivela un disastro, con un 21° posto nonostante le modifiche, mentre Vinales siglava il primo crono con un gap di 1,8″. Un risultato frustrante se si considera che ha provato anche un nuovo telaio e la gomma anteriore tanto strombazzata a inizio Mondiale. “Purtroppo il nuovo materiale, anche il nuovo telaio non funziona meglio”.

I dubbi sul futuro

Bisogna cogliere le briciole delle sensazioni positive per costruire il futuro con maggior ottimismo. E augurarsi che Jerez sia un disastro isolato. “In questo test abbiamo provato alcune cose diverse – ha aggiunto Valentino Rossi -. Penso che abbiamo capito qualcosa di importante per cercare di risolvere l’entrata in curva per il futuro. Questo fine settimana è stato difficile perché la nostra moto non aveva un buon feeling con le gomme. Questo è il problema più grande. Anche oggi abbiamo capito qualcosa, ma alla fine la sensazione rimane simile. Speriamo per Le Mans che la moto sia più amichevole con le gomme”.

Lascia riflettere che Maverick con una moto identica riesca ad ottenere ottimi risultati. Il sesto posto nel GP di Spagna sarebbe da imputarsi ad un pneumatico difettoso. Sarà la tappa francese a dire se si tratta di un caso isolato. Per adesso il pesarese e il suo staff sembrano brancolare nel vuoto: “Per il breve termine siamo in grado di provare qualcosa con il set-up – ha concluso il nove volte iridato -. Ma abbiamo bisogno anche di qualcosa di diverso. Non so che cosa, sinceramente, ma qualcosa all’interno della moto”. Da qui a Le Mans ci sono dieci giorni di compiti a casa.

Luigi Ciamburro