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Marc Marquez e Andrea Dovizioso sul podio della MotoGP in Qatar 2019 (Foto Red Bull)
Marc Marquez e Andrea Dovizioso sul podio della MotoGP in Qatar 2019 (Foto Red Bull)

MotoGP | Marquez, stai attento: Dovizioso ha imparato a vincere come te

Alla vigilia, la stagione di MotoGP 2019 era stata descritta come una sfida annunciata tra la miglior moto, la Ducati, e il miglior pilota, Marc Marquez. Quello che ci ha rivelato questo Gran Premio inaugurale in Qatar è che la Honda ha raggiunto almeno lo stesso livello della Desmosedici: colmando anche quello svantaggio in velocità di punta che, negli anni scorsi, era stato all’origine delle sue difficoltà sul lungo rettilineo di Losail. Ma, allo stesso tempo, anche che Andrea Dovizioso ha raggiunto almeno lo stesso livello del Cabroncito.

Se la sono giocata alla pari, i due rivali attesi per il titolo mondiale. Dalla partenza, in cui la Ducati sembra aver beneficiato della sua innovativa chiavetta sulla piastra di sterzo, fino all’arrivo al cardiopalma, una sorta di fotocopia di quella della passata edizione. Marquez, memore della lezione del 2018, si è inserito al comando al penultimo giro, ma Dovizioso gli ha risposto per le rime all’inizio della tornata finale, riportandosi davanti a tutti. Le schermaglie tra i due si sono ripetute per ben cinque volte solo nell’arco dell’ultimo passaggio, ma quella decisiva è stata proprio alla curva conclusiva: lo spagnolo ha tentato l’azzardo buttandosi all’interno e cercando di bloccare l’italiano, ma non è riuscito ad allargare la traiettoria abbastanza da impedire all’italiano di beffarlo in volata, per appena 23 millesimi.

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Dovizioso alla pari di Marquez

Insomma, i due grandi avversari se la sono giocata testa a testa, come se in palio non ci fosse soltanto la prima vittoria dell’anno ma già un pezzo importante del campionato del mondo. E a trionfare è stato Andrea Dovizioso, che ha battuto ancora una volta Marc Marquez, proprio con una vittoria “alla Marquez”: ovvero con un sorpasso coraggioso e aggressivo all’ultima curva. Come abbiamo detto, non è stata la Ducati, seppure solidissima, a fare la differenza, ma la sua guida: grintosa nel replicare ai continui assalti disperati del numero 93, ma anche lucida nel mantenere una strategia conservativa, che gli ha permesso di amministrare meglio la gomma posteriore, senza mai perdere la calma o il controllo della corsa.

Il terzo posto sul podio di Cal Crutchlow conferma i passi avanti tecnici compiuti dalla Honda, mentre il sesto di Danilo Petrucci aiuta a comprendere quanto del suo ci abbia messo il caposquadra Desmodovi nel cogliere questo secondo successo consecutivo in Qatar. Certo, i titoli iridati si vincono sempre all’ultimo Gran Premio, non al primo. Ma oggi Andrea Dovizioso ha dimostrato di non avere più niente da invidiare, nemmeno nel duello diretto, al grande Marc Marquez. E non è poco. Gli ingredienti per una Ducati mondiale sembrano esserci tutti.

Fabrizio Corgnati

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