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Marc Marquez sulla sua Honda in Qatar 2019 (Foto Red Bull)
Marc Marquez sulla sua Honda in Qatar 2019 (Foto Red Bull)

MotoGP | Marquez disumano: il suo esordio è già da dominatore assoluto

Se ce ne fosse mai stato bisogno, Marc Marquez ha cominciato il Mondiale MotoGP 2019 inviando un segnale chiarissimo agli avversari: non dimenticatevi chi è il campione del mondo in carica. Sulla carta, doveva essere un inizio d’anno più complesso del solito per il Cabroncito: per via dell’intervento chirurgico alla spalla, che aveva compromesso il suo stato di forma e lo sviluppo tecnico invernale, ma anche per colpa di una pista, quella di Losail, storicamente mai favorevole alla sua Honda (qui ha vinto solo in un’occasione, nel 2014). Eppure, sono bastate le due sessioni di prove libere del venerdì per dissolvere in un lampo tutti i dubbi. Lasciando spazio ad una sola certezza: non si vincono gli ultimi tre titoli iridati consecutivi, e cinque degli ultimi sei, per puro caso.

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Tutto facile per Marc Marquez

A rendere così impressionante questo risultato di Marquez nella giornata inaugurale della stagione non è stato nemmeno il suo riscontro cronometrico: per quanto si sia trattato del nuovo record assoluto della pista, più veloce di ben mezzo secondo rispetto a tutti gli avversari. Piuttosto, l’aspetto che più ha colpito gli osservatori è stata la facilità con cui il fuoriclasse catalano ha ottenuto questi tempi velocissimi. Mentre in mattinata non ha avuto bisogno di spingere, portando avanti il lavoro con le gomme usate (ma comunque ha chiuso lo stesso al terzo posto), nel pomeriggio l’iridato uscente ha iniziato subito a martellare come un dannato, scendendo sotto il muro dell’1:55 già al suo secondo passaggio. La prima parte del suo turno è stata dedicata alle prove in configurazione da gara, come per tutti gli altri piloti, il che lascia intendere che il ritmo della Honda sia promettente anche per la corsa di domenica.

Subito primato del circuito in Qatar

Poi, sul finale delle libere, quando sono spuntate le gomme morbide nuove, anche approfittando di un colpo di fortuna quasi casuale (la scia che gli ha tirato Maverick Vinales), Magic Marc è riuscito a fermare i cronometri su questo pazzesco 1:53.380. Che non solo ha fatto strabuzzare gli occhi all’intero paddock della MotoGP, ma ha dato anche una vera misura del potenziale della sua Honda 2019. L’impressione, vedendolo girare, è che non solo la moto vada fortissimo come sempre, ma che non lo costringa nemmeno più a forzare alla morte, con la conseguenza che Marquez non sembra più neanche prendersi così tanti rischi come in passato. Segno che questa Rc213V gli si adatta letteralmente come un guanto su misura, meglio ancora che nelle scorse stagioni.

Decisamente meno a suo agio, almeno per il momento, sembra essere il suo compagno di squadra Jorge Lorenzo, solo undicesimo nella classifica finale e meno convinto dei suoi mezzi specialmente dopo i giri veloci conclusivi. Ma questo sta solo a significare che perfino il cinque volte iridato maiorchino va comunque annoverato nel gruppo degli “umani”. Di Marc-ziano rimane soltanto lui, Marquez. E tutti gli avversari, dopo un semplice venerdì di prove, hanno già i loro buoni motivi per spaventarsi.

Fabrizio Corgnati

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