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Marc Marquez (©Getty Images)

Avrebbe potuto lottare almeno per il podio, ma Marc Marquez a 11 giri dal termine è caduto mettendo fine ad ogni speranza. Va riconosciuto che questa volta lo spagnolo è stato sfortunato. Già per terra a Le Mans nel 2016, allora era riuscito a tornare in sella chiudendo 13°. Ma in questo caso nulla è stato possibile.

“Stavo tenendo il ritmo del mattino e girando in 1’33 basso o 1’32 alto. Sapevo dov’era il mio limite e non volevo oltrepassarlo. Ecco perché ero piuttosto attento nelle zone dove è più facile commettere errori. Alla fine è arrivato in punto inaspettato”. Ha spiegato le sue ragioni il #93. “A livello di pneumatici avevo optato per la mescola media poiché la hard era più dura di almeno due/tre gradi. Insomma ero andato sul sicuro ed invece ad un tratto ho perso l’anteriore e non sono più stato in grado di tenere la moto”.

“Ciò che conta è non sono fuori dai giochi in termini di lotta iridata (è 4° con 58 punti), ma una gara e poco più da Maverick Vinales. A partire dal prossimo round dovrebbe andare meglio visto che prima potremo usufruire di un test al Montmelo”. Ha proseguito nella disamina.

“Le cadute non arrivano per caso, ma quando si sta spingendo al limite. E al momento è così che devo guidare per tenere il passo delle Yamaha. Quanto accaduto a Jerez ( ndr. doppietta Honda) è qualcosa di atipico. Per qualche motivo è stata una corsa speciale”. Si è poi difeso. “Qui abbiamo sofferto abbastanza in accelerazione, dunque ho dovuto prendermi dei rischi in frenata per recuperare. Adesso verificheremo se con la gomma davanti più rigida introdotta da Michelin può andare meglio e se in effetti è simile a quella del 2016, a me più congeniale”.

In conclusione una frecciatina al compagno di colori Pedrosa. “Dani è stato costante, però è salito sul podio solo grazie alla mia uscita e a quella di Rossi. Adesso mi precede di 10 lunghezze. Comunque va detto che su questa pista è sempre andato veloce. Di conseguenza per me il più pericoloso resta Vinales”.