Lorenzo marquez pedrosa Motogp
Jorge Lorenzo con Marc Marquez e Dani Pedrosa sul podio di Valencia 2015 (©Getty Images)

Jorge Lorenzo non ha iniziato il campionato MotoGP 2019 come sognava. In Qatar si è dovuto accontentare di un tredicesimo posto finale e ovviamente tale piazzamento non lo ha reso felice.

Purtroppo la sua gara di Losail è stata condizionata da alcuni problemi fisici. Il pilota del team Repsol Honda si era presentato all’appuntamento già con uno scafoide sinistro un po’ dolorante per un infortunio rimediato durante l’inverno. A peggiorare la situazione ci hanno pensato le cadute del sabato, che gli hanno provocato una contusione dorsale. Il maiorchino ha corso con una costola fratturata e anche in Argentina non sarà al 100%.

MotoGP, Lorenzo intervistato da DAZN

Jorge Lorenzo ha rilasciato un’intervista a DAZN e ha ripercorso un po’ la propria carriera nella top class del Motomondiale. Ha parlato così del suo atteggiamento agli esordi nella categoria: «Io, forse, imprudenza o ignoranza, quando sono arrivato in MotoGP non avevo paura di nessuno. E l’ho detto pubblicamente, che non avrei mitizzato Valentino Rossi e che nessuno era imbattibile. Forse questo ha fatto sì che la gente mi vedesse arrogante, ma non temevo niente e nessuno».

Nonostante la consapevolezza di poter essere il migliore o comunque trai top rider, il maiorchino nutre molto rispetto per i colleghi: «Fai il meglio possibile, superi sempre te stesso e rispetti gli altri piloti perché penso che sia molto importante. Mettiamo in gioco le nostre vite, un rischio eccessivo non ha senso. Ci sono persone con cui hai più affinità di altre, ma non ritengo di odiare nessuno».

Lorenzo ammette di avere qualche difficoltà quando le condizioni della pista sono miste, perché non sente così a proprio agio per spingere: «Sono le peggiori per me, perché ho avuto molte esperienze negative e il subconscio fa chiudere il gas tanto anche se il tuo cervello vuole andare più veloce. È una continua lotta tra il tuo cervello, il tuo cuore e il tuo pugno sul gas. Questo mi limita, perché non voglio cadere, sono un po’ più cauto, non volendo ferire me stesso».

Tuttavia, il cinque volte campione del mondo ha anche grandi doti da pilota ed è innegabile, altrimenti non avrebbe vinto così tanto in carriera: «Quello che emerge sono la precisione e la regolarità. Ma sono anche molto bravo a uscita di curva, per massimizzare la trazione della moto. Credo di avere un certo talento, ho un sacco di ambizione e uno spirito di sacrificio».

Lorenzo ha avuto modo di ricordare il titolo mondiale MotoGP vinto nel 2015 tra le polemiche (caso Rossi-Marquez), ritenendolo meno emozionante rispetto al primo vinto nella categoria: «Fu deciso nell’ultima curva dell’ultima gara. Ma era già campione del mondo, era la terza volta. Per emozione, era la cosa più eccitante e difficile da raggiungere, ma non c’era la stessa eccitazione del primo. La prima volta che ottieni qualcosa di importante è quello che rimane nella tua memoria». Il primo titolo nella top class, quello del 2010, gli è rimasto maggiormente impresso.

 

Matteo Bellan

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