Jorge Lorenzo cade dalla Honda nelle qualifiche MotoGP in Qatar 2019 (da fotogramma tv)
Jorge Lorenzo cade dalla Honda nelle qualifiche MotoGP in Qatar 2019 (da fotogramma tv)

MotoGP | Lorenzo sale sulla Honda e inizia subito a cadere (peggio di Marquez)

“Io e Jorge Lorenzo siamo come il giorno e la notte”, aveva commentato ieri sera Marc Marquez, dichiarandosi sorpreso per le prestazioni convincenti del suo neo-compagno di squadra nelle prime prove libere del Gran Premio del Qatar. In realtà, ventiquattr’ore dopo, ci viene da pensare che Por Fuera abbia già imparato la lezione, visto che nei turni del sabato ha subito imitato uno dei peggiori vizi del suo connazionale: le continue cadute. Lorenzo è finito per terra per ben due volte nell’arco della stessa giornata: dapprima nella terza sessione di prove libere, poi nelle qualifiche. Un doppio errore che non è certamente abituale per un pilota normalmente molto poco falloso come lui.

Se però Marquez è un maestro nelle scivolate controllate, ovvero nell’andare alla ricerca del limite della moto superandolo leggermente, ma evitando accuratamente di farsi male o compromettere i suoi risultati (anche lui, infatti, ha perso la moto per ben due volte oggi, ma senza conseguenze), Lorenzo invece è caduto nei tempi e nelle modalità peggiori possibili. Al mattino è stato tradito dal suo eccesso di entusiasmo, che aveva sorpreso i suoi stessi meccanici al box, ma che lo ha purtroppo indotto a strafare fin dal primo giro di pista: la sua gomma non era ancora in temperatura e non poteva garantire sufficiente aderenza, così il maiorchino si è ritrovato sbalzato violentemente sull’asfalto. Finito al centro medico del circuito e radiografato dalla clinica mobile, gli è stata diagnosticata una contusione dorsale ed è stato sottoposto a fisioterapia.

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Lorenzo alla scoperta della Honda

Nonostante l’infortunio, però, Lorenzo è tornato in moto già al pomeriggio, ma solo per fare ancora una volta la stessa fine. Costretto a prendere il via dalla sessione eliminatoria delle qualifiche, a tre minuti dalla conclusione del turno è cascato dalla sua Honda alla curva 2 (per fortuna in modo meno prepotente), complice anche un asfalto reso più scivoloso dalle temperature notturne, e così il suo risultato finale è stato un misero quindicesimo posto. Non certo quello che il cinque volte iridato si aspettava di occupare sulla griglia di partenza del suo Gran Premio di esordio con la sua nuova squadra. Il debutto con i colori della Casa alata, dunque, si è già messo più in salita del previsto, e inizia a mostrare delle inquietanti analogie con il suo passaggio alla Ducati, che due anni fa si rivelò letteralmente disastroso.

Certo, la Honda non è la Ducati: non è una moto per pochi eletti, anzi è molto più versatile della Desmosedici, anche se dall’anteriore piuttosto delicato e che va gestito con grande attenzione, come dimostrano anche le numerose cadute di oggi. Eppure, almeno su un punto, l’analisi di ieri firmata Marc Marquez era precisa e lucida: quando il Cabroncito ha messo in luce i due stili di guida così distanti dei due piloti ufficiali Hrc; più aggressivo il suo, più dolce e pulito quello di Lorenzo. Siccome la Rc213V è stata costruita su misura per Magic Marc, l’unico in grado di portarla a giocarsi il titolo nelle recenti stagioni, e in questa sua ultima incarnazione sembra ancor più calzare come un guanto al pilota di Cervera, davvero Jorge sarà in grado di adattarla alle sue caratteristiche completamente opposte? Un dubbio che oggi inizia a far breccia nella mente di Por Fuera, e dalla cui risposta dipenderà buona parte dell’esito di questa sua nuova, attesissima avventura sportiva.

Fabrizio Corgnati

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