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Lin Jarvis
Lin Jarvis (©Getty Images)

La Yamaha sembra aver finalmente cominciato un periodo di risalita in MotoGP. La competitività mostrata da Maverick Vinales in Australia e da Valentino Rossi in Malesia fa ben sperare.

Ovviamente due gare verso fine campionato non significano che i problemi sono spariti completamente, però era importante vedere dei segnali di ripresa dopo una stagione con più bassi che alti. Una sola vittoria, quella di Vinales a Phillip Island, conquistata dopo ben 26 GP di astinenza. Per lottare per il titolo nel 2019 servirà una M1 decisamente più all’altezza di Honda e Ducati.

MotoGP, Lin Jarvis a 360° sulla Yamaha

Lin Jarvis in un’intervista concessa a Crash.net ha parlato della rivoluzione che ci sarà in Yamaha in vista del rilancio previsto in MotoGP nel 2019: «Ci saranno altri cambiamenti all’interno della nostra organizzazione, per cercare di risolvere i problemi. Avremo più ingegneri e nuovi ingegneri, ma non posso dire dove».

Vinales dopo il successo in Australia ha invitato la Yamaha a seguirlo di più. Tuttavia, il manager inglese non condivide le sue parole dato che il team segue entrambi i piloti senza preferenza: «Una cosa unificata è la specifica del motore, che non possiamo cambiare. Possiamo solo sceglierne uno. Quindi è molto importante scegliere le specifiche corrette all’inizio dell’anno. Più o meno tutte le altre cose possono essere regolate, modificate e personalizzate. Ci sono alcune differenze nelle loro due moto. Abbiamo ascoltato entrambi, ma entrambi sono frustrati».

A Jarvis viene chiesto quali siano i problemi della M1 2018, tenendo conto che il telaio è sembrato decisamente migliorato che i guai riguardino altre aree ben note: «Sicuramente penso che un motore più dolce sarebbe stato vantaggioso per i nostri piloti. Quello attuale è un po’ brusco nei bassi regimi, nel primo contatto con l’acceleratore. L’elettronica è l’altra cosa. Il modo di gestire e lavorare con il nuovo software unificato. Credo che i nostri concorrenti hanno un vantaggio su di noi perché hanno capito di più come lavorarci. Penso che sappiamo cosa dobbiamo fare. Ma ancora dobbiamo farlo».

Dopo l’ultima gara a Valencia, ci sarà il primo test proprio sulla pista spagnola e lì dovrebbe essere provato il nuovo motore in ottica 2019. Il managing director Yamaha conferma: «Naturalmente testeremo il nuovo motore lì. Abbiamo due test (uno a Valencia, uno a Jerez, ndr), entrambi importanti. Testeremo cose diverse».

Spesso qualcuno ha detto che la casa di Iwata abbia patito l’addio di Jorge Lorenzo, che sulla Yamaha andava molto bene e che probabilmente era anche bravo nel dare indicazioni al team. Tuttavia, Jarvis nega che la causa di tutto sia la partenza del maiorchino: «Non penso che abbiamo sofferto a causa della partenza di Lorenzo. All’inizio dell’anno scorso Maverick durante l’inverno e nelle prime gare stava volando. Era forte e veloce. Penso che ci siano stati cambiamenti alle gomme, rispetto a quando c’era Lorenzo. Questa è una cosa molto importante, a volte non siamo in grado di far funzionare bene le gomme Michelin. I nostri concorrenti hanno fatto passi da gigante nel settore dell’elettronica, ciò è importante».

 

Matteo Bellan

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