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Wayne Rainey
Wayne Rainey (foto circuitoftheamericas.com)

Wayne Rainey è una leggenda del Motomondiale con i suoi tre mondiali consecutivi vinti in Yamaha nella classe 500 tra il 1990 e il 1992. E forse avrebbe vinto anche il quarto, se nel 1993 a Misano la frattura alla colonna vertebrale rimediata in un grave incidente non avesse causato la paralisi delle sue gambe.

L’americano è stato un pilota molto apprezzato e tuttora c’è grande rispetto nei suoi confronti per quello che ha fatto. Prima dell’arrivo di Valentino Rossi, era stato lui a regalare gli ultimi titoli alla Yamaha. La sua passione per il motociclismo è rimasta intatta nel tempo e dal 2014 è l’organizzatore del campionato MotoAmerica Superbike.

MotoGP, Rainey e Roberts esaltano Valentino Rossi

Wayne Rainey è stato intervistato da MotoGP.com per parlare proprio di Valentino Rossi, un altro pilota entrato nella leggenda per i suoi titoli (nove), le sue vittorie in gara e lo spettacolo dato in pista: «La MotoGP è come sua moglie. È fantastico quello che può fare. La maggior parte delle volte ha un sorriso sul volto. Si diverte davvero, questo è fondamentale».

Anche Kenny Roberts è una leggenda del Motomondiale, pure lui come Rainey ha vinto tre mondiali consecutivi (1978-1979-1980) e tutti sulla Yamaha. Anche per lui alcuni commenti sul 39enne rider italiano: «Quando mi siedo sul divano e lo guardo, penso di poterlo fare facilmente anche io, ma non sono Valentino. Lui è incredibile. È bello guardarlo. Penso che nessuno voglia che si fermi. Non c’è semplicemente nessuno come Valentino Rossi. Gli altri piloti possono fare quello che vogliono. Ma c’è solo un Valentino Rossi. Non so perché lo fa ancora. Probabilmente è nel sangue. Può fare tutto questo perché è un grande pilota. Io non avrei potuto farlo».

E dato che si parla di leggende, c’è pure Kevin Schwantz (un titolo in Suzuki nel 1993) ad aver speso parole positive per Valentino Rossi: «Ha trovato un modo per continuare a motivare se stesso. Per ogni fine settimana di gara. Se torni a casa dopo una stagione, vuoi rilassarti e avere tempo libero. Ma lui è un maniaco del lavoro. Dal momento che vuole correre per altri due anni, sarà anche competitivo per due anni. I miglioramenti nella sicurezza estendono le carriere dei piloti».