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Marc Marquez in sella alla sua Honda nel Gran Premio di Austin di MotoGP 2019 (Foto Red Bull)
Marc Marquez in sella alla sua Honda nel Gran Premio di Austin di MotoGP 2019 (Foto Red Bull)

MotoGP | In Honda scatta l’allarme rosso: si allunga la lista dei problemi assurdi

Il vero colpo di scena arriva al nono giro del Gran Premio delle Americhe. Alla curva 12, alla Honda di Marc Marquez si chiude l’anteriore, e lui scivola per terra, tentando inutilmente di rimanere aggrappato con le mani a una moto che non riuscirà più a rialzare. A fine gara, racconterà di non aver guidato in maniera troppo diversa dagli altri giri: “Rispetto al mio passaggio più veloce”, ha snocciolato il Cabroncito, “ho frenato tre metri più tardi in una staccata da 300 metri, ma con meno pressione sul freno, avevo due gradi di inclinazione in più ma ero di due chilometri all’ora più lento”. A guardare le immagini, in realtà, sembrava arrivato leggermente lungo rispetto alla traiettoria ideale, e per questo motivo finito su un sobbalzo. E, comunque sia andata effettivamente, si può recriminare che un pilota che sta dominando con già 3.669 secondi di vantaggio non può proprio permettersi di cascare.

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Le dichiarazioni misteriose dei piloti Honda

Tutto vero. Ma la colpa non è solamente di Marc Marquez: in questa caduta c’entra anche la sua Honda. A fare un sibillino riferimento ad un difetto tecnico della moto è lo stesso diretto interessato: “C’è un problema che dobbiamo cercare di risolvere, ma penso che gli ingegneri sappiano qual è”, lascia intendere il campione del mondo in carica. Di cosa si tratta? Tutto quello che riusciamo a capire è che riguarda “l’elettronica” e che si manifesta nelle curve “da prima marcia”, motivo per cui nella prossima gara di Jerez, dove pieghe del genere non ce ne sono, non dovrebbe ripresentarsi. Probabilmente è stato questo stesso problema a costare caro anche al suo compagno di marca Cal Crutchlow, che con la Honda clienti ha fatto la stessa fine di Marquez.

Ma c’è di peggio: anche Jorge Lorenzo è stato costretto al ritiro, per colpa di un misterioso guasto a cui i vertici del team gli hanno ordinato di non accennare nemmeno lontanamente. “Non posso dire nulla”, spiega Por Fuera, “se non che non è collegato a quello del sabato”. Già, perché il campione maiorchino era stato lasciato a piedi già in qualifica dalla propria moto, quando la catena era uscita dalla corona, costringendolo a parcheggiare a lato rettilineo, a rientrare ai box di corsa a piedi e ad uscire con il muletto. Un inconveniente di per sé piuttosto insolito e raro, nella MotoGP moderna, ma che sulla Honda si è presentato per due Gran Premi di fila: in Argentina, sempre al sabato, era occorso a Marquez.

Cosa sta succedendo alla squadra?

Come se non bastasse, a questa lista di guai incomprensibili vanno aggiunti anche altri due capitati, sempre due settimane fa, a Lorenzo: l’errore al via, quando il pilota si è confuso tra il pulsante del controllo di partenza e quello del limitatore di velocità, probabilmente a causa di una modifica nella posizione dei bottoni; e la manopola del manubrio che si è sfilata nel bel mezzo della corsa. Se Agatha Christie sosteneva che tre indizi fanno una prova, figuriamoci sei, in due soli weekend di gara. La Honda resta la moto complessivamente più competitiva del lotto, ma questa striscia di problemi, alcuni dovuti a sbagli umani ma la maggior parte di natura tecnica, che si allunga sempre più deve cominciare a preoccupare la squadra, e a far chiedere se non sia necessario cambiare qualcosa al suo interno, e anche in fretta. Perché la lotta per il titolo mondiale di MotoGP 2019 sta entrando nel vivo, e di gettare al vento altri punti preziosi la Casa alata non se lo può davvero più permettere.

Fabrizio Corgnati

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