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Jorge Lorenzo nei box della Honda durante il GP del Qatar di MotoGP 2019 (Foto Red Bull)
Jorge Lorenzo nei box della Honda durante il GP del Qatar di MotoGP 2019 (Foto Red Bull)

MotoGP | I guai di Lorenzo non sono solo fisici: quante difficoltà con la nuova Honda

Anche se il trionfatore del Gran Premio inaugurale della MotoGP in Qatar è stato Andrea Dovizioso, non si può certo dire che la Honda ne sia uscita sconfitta. Anzi. La moto di Tokyo, fino al traguardo, se l’è giocata alla pari con la Ducati, sia in accelerazione che in velocità di punta, dimostrando di aver costruito un motore in grado di rivaleggiare in potenza con quello della rivale italiana. La conferma è arrivata dal fatto che, per la prima volta dal 2014, la Casa di Tokyo è riuscita a piazzare ben due suoi portacolori sul podio di Losail: Marc Marquez e Cal Crutchlow.

L’unico big assente all’appello, insomma, è stato Jorge Lorenzo: appena quindicesimo in griglia di partenza e tredicesimo alla bandiera a scacchi. Certo, il nuovo arrivato alla Hrc ha un’ottima giustificazione per spiegare questi suoi risultati deficitari: lo stato di forma. Proprio mentre stava finendo la convalescenza dalla frattura invernale allo scafoide sinistro, infatti, Por Fuera è stato vittima di un altro tremendo incidente nella terza sessione di prove libere, quando è stato disarcionato dalla sua moto, per atterrare violentemente sulla schiena, fratturandosi una costola.

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Guai a ripetizione per Lorenzo

Per il campione maiorchino si tratta dell’ennesimo infortunio: è addirittura dallo scorso ottobre, quando cadde in Thailandia, che non è più stato in perfetta forma. Al termine della stagione è stato operato al piede destro, poi verso fine anno è finito altre due volte sotto i ferri per sistemarsi il polso destro, e ora si ritrova di nuovo convalescente. Anche in occasione del prossimo Gran Premio d’Argentina la situazione non è destinata a migliorare: anzi, Lorenzo dovrà continuare a stringere i denti, perché la completa guarigione della sua costola richiederà almeno altre tre settimane, quindi non avverrà prima di Austin.

Solo un’incredibile serie di colpi di sfortuna? A ben guardare, l’aspetto che colpisce di più, in particolare riguardo quest’ultima caduta, è la dinamica: Jorge è finito a terra per colpa di un’entrata troppo aggressiva. Un comportamento davvero insolito per uno come lui, noto semmai per il proprio stile di guida pulito, naturale e fluido. Perché, allora, il cinque volte iridato si è fatto cogliere in fallo mentre guidava in modo così fuori dal comune? Forse perché stava cercando di adattarsi alla sua nuova Honda, una moto che, come dimostrano gli ottimi risultati di Marquez e Crutchlow, premia proprio chi va sempre all’attacco.

Una Honda tutta da scoprire

In effetti, anche al netto dei guai fisici, la RC213V sembra tutt’altro che cucita su misura per le caratteristiche di Jorge Lorenzo. Non solo perché lo spagnolo la conosce ancora molto poco, ma anche perché si tratta di un telaio molto più piccolo e rigido di qualsiasi altro che abbia mai guidato in passato. Per giunta, per essere più efficace, la Honda deve montare la gomma dura all’anteriore, mentre Por Fuera notoriamente gradisce quella più morbida, che poteva usare alla Yamaha e perfino alla Ducati. Insomma, dopo aver faticato per due anni a prendere davvero in mano la Rossa di Borgo Panigale, ora Lorenzo si ritrova di nuovo un mezzo per lui ostico, con l’incubo di avere di fronte un altro lungo e frustrante periodo di adattamento.

Il talento per riuscirci non gli manca, ma quanto tempo ci vorrà prima che Jorge sia in grado di esprimersi al massimo nella sua nuova squadra? Difficile dirlo. Di certo non gli basterà guarire il fisico per ritrovare improvvisamente anche tutta la sua fiducia.

Fabrizio Corgnati

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