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Jorge Lorenzo sale sulla sua Honda nei test MotoGP in Qatar 2019 (Foto Red Bull)
Jorge Lorenzo sale sulla sua Honda nei test MotoGP in Qatar 2019 (Foto Red Bull)

MotoGP | Honda, perché la coppia dei sogni potrebbe trasformarsi in un incubo

Quando la Honda annunciò il nome del nuovo compagno di squadra del campione del mondo Marc Marquez, ovvero Jorge Lorenzo, istantaneamente tutti i giornalisti del mondo pensarono ad un’unica espressione per definire la nuova coppia che si stava per formare: “dream team”. Come altro etichettare, del resto, il duo che, nel suo complesso, ha conquistato gli ultimi sette titoli iridati consecutivi in MotoGP, e otto degli ultimi nove? Se poi a questi due piloti aggiungiamo il team che ha dominato incontrastata le stagioni più recenti del Motomondiale, e che a tutt’oggi pare imbattibile, si comprende facilmente perché, nel Mondiale 2019 che si appresta a cominciare, il marchio di Tokyo è condannato a nulla di meno che la vittoria.

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Superlavoro per l’infermeria Honda

Nei mesi successivi, però, questa autostrada per il trionfo, che pareva dispiegarsi davanti alla Honda tutta in discesa, improvvisamente si è fatta più ripida. I guai sono iniziati a dicembre, quando Marquez aveva in calendario un intervento chirurgico correttivo alla spalla sinistra, già previsto da lungo tempo. Quella che doveva essere un’operazione di routine si è però complicata parecchio: i chirurghi hanno trovato un’articolazione distrutta dalle continue cadute e hanno dovuto lavorare per ben quattro ore per ricomporla completamente. Il risultato è stato che il Cabroncito ha dovuto trascorrere i mesi invernali lontano dalle moto, sottoposto ad un programma restrittivo di cinque ore al giorno di fisioterapia. Poi è toccato a Lorenzo, che a metà gennaio, per una banale distrazione durante un allenamento in Italia, si è fratturato lo scafoide sinistro. Come se non bastasse, anche Cal Crutchlow (che sulla carta è un pilota satellite, ma nei fatti è praticamente un terzo ufficiale) è ancora alle prese con le conseguenze della caduta nelle prove libere del Gran Premio d’Australia dell’anno scorso, a seguito della quale si è fratturato l’astragalo in ben diciassette punti.

Ora che si stanno per presentare al via del Mondiale MotoGP 2019, i piloti Honda si sono grosso modo ripresi. Marquez ha fatto sapere già la settimana scorsa di sentirsi al 100%, mentre Lorenzo è in via di miglioramento, anche se dovrà attendere ancora almeno un altro mese per riacquistare la forma completa. Ma, nel frattempo, i test pre-campionato, che quest’anno erano limitati a soli sei giorni complessivi, sono volati via, senza che nessuno dei piloti ufficiali della Casa alata fosse realmente in condizione per spingere al massimo la Rc213V e quindi per indirizzarne lo sviluppo. E, quest’anno, la squadra campione del mondo in carica ne aveva particolarmente bisogno: durante l’inverno, infatti, gli ingegneri giapponesi hanno tentato di rivoluzionare il motore, rendendo più morbida la sua erogazione di potenza e meno violente le sue sollecitazioni sull’anteriore. Non poter contare su neppure un punto di riferimento stabile in termini di guida non è certamente stato d’aiuto per comprendere fino a che punto queste novità tecniche abbiano davvero colto nel segno.

Test contraddittori per la Honda

Quanto ai risultati, sicuramente promossa è stata la potenza del nuovo propulsore (la velocità di punta di Marquez è stata la più rapida in assoluto, meglio ancora di quella della Ducati), ma guardando ai tempi nessuno dei piloti ha particolarmente brillato, e Lorenzo su tutti ha faticato in termini di passo gara. Certo, i tempi delle prove vanno sempre presi con le pinze, e quella di Losail in particolare non è mai stata una pista favorevole alla Honda, ma vedere qualche crepa emergere da questa corazzata è comunque stata una notizia. Specialmente se si considera che quest’anno dovrà affrontare una concorrenza più agguerrita che mai, capitanata da quella Ducati ormai ritenuta dalla maggior parte degli osservatori la moto migliore del lotto. Nessun osservatore è così sconsiderato da scommettere contro il duo MarquezLorenzo, non al momento. Eppure qualsiasi risultato inferiore al titolo mondiale sarebbe considerato per loro come una sconfitta, e allora sì che la squadra dei sogni potrebbe improvvisamente scoprirsi in un incubo.

Fabrizio Corgnati

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