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Guido Meda
Guido Meda © Getty Images

La tripletta di vittorie di piloti italiani tra Moto3, Moto2 e MotoGP a Misano è passata in secondo piano per via del gesto di Romano Fenati nei confronti di Stefano Manzi. La mano sul freno a più di 200 km/h ha indignato i tifosi di questo sport e non solo con il pilota ascolano che è finito nel mirino della critica e dei social che non hanno avuto parole tenere nei suoi confronti. A commentare quanto accaduto ci ha pensato Guido Meda. Il giornalista di Sky, ospite nel pomeriggio di Sara Benci, è tornato sull’accaduto: “Se ha riflettuto sull’accaduto? Credo sia inevitabile. Da quello che ho sentito dirgli però credo che sia ancora combattuto tra due parti. Una è quella che porta ad un Fenati rabbioso che riconosce l’errore ma che pensa di essere stato provocato, e l’altra il Fenati che riconosce l’errore e basta. Lui stesso ha detto di non voler più correre ma credo che ci sia stato un errore da parte dell’organo di giustizia che avrebbe dovuto essere più severo. Se lo avesse squalificato per tutta la stagione in corso o anche per la prossima la batosta sarebbe arrivata da un ente ufficiale, così invece si è innescato un attacco nei suoi confronti da più parti”.

Guido Meda torna sul gesto di Fenati

Il giornalista ha proseguito: “Sarebbe servita una punizione esemplare da parte dell’organo di giustizia. Il suo errore è grave perché se avesse spinto poco di più il freno poteva portare a conseguenze davvero gravi. Detto questo mi sento di prendere le distanze da chi lo sta considerando un vero e proprio assassino. Adesso ci si sta dividendo in due parti. Una che lo vorrebbe per sempre lontano dalla corse ed un’altra che sarebbe disposta a dare un’altra possibilità ad un ragazzo di 22 anni”.

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