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Maverick Vinales (©Getty Images)

Tre vittorie, sette podi e un terza piazza finale nella generale piloti con 230 punti. Detta così la stagione numero 1 in casa Yamaha di Maverick Vinales non sembrerebbe essere andata così male. In realtà l’iberico ha masticato parecchio amaro. Partito sotto i migliori auspici e immediatamente proiettato a serio candidato il titolo, nello spazio di poche gare ha visto le sue quotazioni precipitare in basso. Un calo di prestazioni che gli ha fatto rimpiangere i due precedenti campionati in Suzuki.

“Ci capivamo alla perfezione. Il team sapeva subito dove intervenire e questo era fondamentale. Anche se come gruppo sembrava piccolo, in realtà era grande. Si lavorava sempre in ottica prima posizione, ma per la top 5 o la top 10. Qui diciamo che essendoci molta esperienza, c’è un salto importante in termini di organizzazione del fine settimana”, ha dichiarato a Marca. Parlando invece dello svantaggio sulla Desmosedici di Dovizioso, il campione Moto3 del 2013 ha considerato: “Sinceramente non mi ha sorpreso il livello della Ducati. Già nel 2016 erano apparsi abbastanza competitivi in alcuni circuiti, inoltre nei test invernali erano andati bene. E’ chiaro che nessuno si poteva immaginare risultati così eclatanti e 6 centri, tuttavia mi ha colpito di più la nostra incapacità di proseguire con le performance mostrate nella prima fetta di mondiale e la forza dell’equipe di reagire quando le cose hanno iniziato a non funzionare più. Purtroppo non siamo stati in grado di leggere al meglio gli pneumatici, ovvero la mia M1 era più a suo agio con la mescola morbida e quando Michelin ha optato per una scelta più dura abbiamo perso il bandolo della matassa. Ad ogni modo sono certo che quanto appreso nel 2017 su questo fronte, ci tornerà utile”.

I nuovi obiettivi

“A mio avviso questo è stato l’anno più sofferto della mia carriera. Ero partito al top e mi ero convinto che per gli altri sarebbe stata dura battermi. Mi sentivo fortissimo. Poi, per i problemi illustrati prima, è cambiato tutto e a Valencia sono arrivato stanchissimo e molto provato mentalmente”, ha aggiunto con sincerità rimandando poi ad un 2018 possibilmente in prima linea. “Yamaha è abituata a puntare all’iride, dunque il prossimo target non potrà che essere quello. La nostra ambizione sarà di tenere vive le speranze fino all’ultima corsa, di conseguenza in inverno dovremo preparaci al massimo”, la conclusione di Vinales.

Chiara Rainis

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