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Marc Marquez/photo Twitter

Marc Marquez sta negoziando il suo rinnovo di contratto con Honda. Sebbene regni un alone di incertezza sul suo futuro, HRC e il campione sono ai dettagli e mancherebbe solo la firma. Non c’è fretta per mettere nero su bianco, tanto nessuna squadra ufficiale sembra poter mettere le mani sul fenomeno di Cervera.

Con Yamaha che ha confermato Vinales e Rossi in procinto di rinnovare, con Aprilia, KTM e Suzuki ancora alle prese con l’avanzamento tecnico, con Ducati impossibilitata a investire su un altro campione dopo il grande investimento su Lorenzo, Honda sa di poter dormire sonni tranquilli e Marc Marquez ha in un certo senso le mani legate per il prossimo biennio. Pur avendo grandi risorse KTM non è ancora in grado di potergli garantire una moto da titolo iridato, almeno fino alla fine del 2019. Dopo si vedrà.

Sei titoli mondiali in otto stagioni è una tabella di marcia da brividi. Marc Marquez è il sogno proibito di ogni team: 16 trionfi in Moto2 nel biennio 2011-2012, 35 vittorie e 28 podi in classe regina, quattro mondiali MotoGP su cinque. La formula Honda-Marquez sembra funzionare alla perfezione, allora perchè cambiare? Meglio attendere tempi più maturi per trovare nuovi stimoli. “Sono sempre alla ricerca dell’opzione migliore”, ha detto il campione. “Honda resta la mia prima scelta”.

La nuova RC213V 2018

Le prime impressioni con la nuova Rc213V sono più che buone, ma bisogna presto definire i dettagli. A cominciare dalla scelta di due specifiche di motore. Perchè le temperature estreme di Sepang potrebbero ingannare, la Thailandia non sembra un tracciato ottimale per testare il potenziale massimo di un propulsore e a Losail si dovrà lavorare con l’acqua alla gola. Un motore troppo aggressivo nel 2015 è stata la causa principale della sconfitta contro le Yamaha.

“Stiamo ancora cercando alcuni miglioramenti, siamo stati in grado di migliorare in termini di prestazioni, abbiamo ottenuto una maggiore velocità. Ora si tratta di ammorbidire la risposta dell’acceleratore quando vado al limite, il motore è ancora un po’ troppo aggressivo”, ha spiegato Marc Marquez. “È una delle mie preoccupazioni: fa molto caldo in Malesia, i motori non sono a piena potenza, ma in Europa sulle piste più strette e a temperatura normale, i motori tendono ad essere più aggressivi”.

L’altro obiettivo è cercare di ridurre le cadute per quella mancanza di feeling con l’anteriore. I tecnici di Tokyo sono al lavoro su una carena aerodinamica, al fine di dare maggiore stabilità all’avantreno. Per apportare modifiche al telaio i test invernali potrebbero non bastare. La storia insegna che una caduta può costare cara, in allenamento come nelle libere o, peggio ancora, in gara.

Luigi Ciamburro