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Marc Marquez
Marc Marquez (©Getty Images)

Mugello da dimenticare per il leader del Mondiale Marc Marquez. Prima i fischi dei tifosi poi la caduta in gara hanno incorniciato tristemente la sesta gara del Motomondiale. “Per un anno non sono caduto in gara, ma è da un anno che la Michelin non portava pneumatici del genere. L’allocazione delle anteriori era strana. Ci siamo dovuti adattare per far lavorare l’anteriore, questo tipo di gomme non era adatto alla nostra moto. Ho provato a partire con l’anteriore dura, ma alla curva dieci mi ha tradito”, ha spiegato il fenomeno di Cervera.

I fischi della vergogna al Mugello

Ma fanno male anche i fischi per la caduta avvenuta poco dopo il pericoloso schianto di Michele Pirro che ha rischiato la vita per essere rimasto senza freni al posteriore. E’ una cosa che mi aspettavo, ma festeggiare la caduta di un pilota ci rende tristi perché abbiamo il nostro rischio in pista – ha commentato Marc Marquez -. So che molte persone sono state felici per la mia caduta, ma è curioso che celebrano la caduta di un pilota più della vittoria di un altro… Venerdì un pilota giaceva sulla ghiaia, non sapevamo se fosse vivo o morto, ed erano solo preoccupati di fischiare qualcuno quando si sono concentrati sulle telecamere, questo dice tutto”.

Il prossimo appuntamento del campionato andrà in scena a Barcellona, terra di Marquez, fra meno di due settimane, dove si prevede una massiccia presenza di tifosi del Cabroncito: “Spero che i miei fan non facciano mai lo stesso. Spero che i miei fan amano il motociclismo e abbiano rispetto per tutti i piloti. Quando un pilota cade, non si deve gioire perché ci giochiamo la vita in pista”. Un concetto difficile da far comprendere a tanti tifosi del Dottore che non hanno mai dimenticato quanto successo a Sepang nel 2015. E i fatti di Rio Hondo hanno ravvivato il focolaio bellico…