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Marc Marquez (©Getty Images)

Marc Marquez approda in Giappone da leader del Mondiale con 16 punti di vantaggio da poter gestire su Andrea Dovizioso. Un gap incolmabile se proseguirà sulla scia vincente delle ultime gare, ma può bastare un minimo errore per mandare in fumo la corsa al titolo MotoGP.

Dani Pedrosa potrebbe essere un valido aiuto per tenere a debita distanza il forlivese. Ma El Cabroncito non fa calcoli nè cerca strategie di squadra. L’obiettivo è sempre puntare al massimo, tirare al limite e macinare vittorie e record. “Se sei il più veloce in pista non dipendi da nessuno”, ha detto il campione di Cervera. “Devi solo concentrarti sul tuo box, sulla tua squadra, con la tua moto e prendere il cento per cento per non dipendere da nessuno”.

L’unico pensiero è come migliorare in questo finale di stagione per lo sprint decisivo a Motegi, Phillip Island e Sepang. Tre gare in tre settimane che richiedono un notevole sforzo fisico e psicologico. L’impressione, però, è che il titolo sarà assegnato solo nell’ultima tappa a Valencia. Dalle retrovie incalzano Andrea Dovizioso e Maverick Vinales. “Mi piace, perché penso che la pressione alla fine è stata superata, a me personalmente trasmette concentrazione. Quando c’è pressione si viene spinti a dare un po’ di più di quello che si può dare. Penso che la stretta finale sarà a Valencia. Spero di essere lì a lottare e vedremo di vincere”.

Tirare al limite significa anche cadere facilmente. Nel 2017 ha già collezionato 22 cadute, ma fortunatamente solo due in gara: a Rio Hondo e Le Mans. “Le cascate sono una delle cose che ho sempre bisogno di migliorare, perché ora vengono tre gare di fila”, ha concluso Marc Marquez. “In una gara puoi perdere molti punti semplicemente scegliendo il pneumatico o il set-up sbagliati. E anche più se fai uno zero”.

Luigi Ciamburro

 

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