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Marc Marquez (Getty Images)

Marc Marquez ha collezionato sei titoli mondiali e tanti record.  A soli 24 anni è il più giovane pilota ad aver mai vinto quattro campionati mondiali nella classe regina e sei titoli iridati in tutte le classi. Con otto pole nel 2017 ha raggiunto la soglia di 73 pole in tutte e tre le cilindrate. Numeri che fanno rabbrividire tifosi e avversari.

Ma El Cabroncito ha siglato anche un altro record, stavolta negativo, di 27 cadute in una sola stagione, dieci in più che nel 2016. Paradossalmente non sono bastate a frenare la sua marcia trionfale verso il quinto e sesto titolo. D’altronde quest’anno solo due incidenti sono avvenuti in gara, in Francia e Argentina. 15 incidenti si sono verificati nel terzo turno di prove libere e nelle qualifiche, tre nel warm-up e sette nel primo e secondo turno di prove libere. Nella maggior parte dei casi le cadute si sono verificate nelle fasi finali delle sessioni, quando era il momento di cercare il time attack, quindi il limite della sua RC213V.

Un modus operandi che gli ha permesso di tastare non solo il limite della sua moto rapportata a quel circuito, ma di studiare ogni curva nei minimi particolari, capendo fin dove potersi spingere con il gas. Ovviamente parte delle responsabilità delle cadute sono anche da attribuirsi ad una Honda ancora instabile e con lacune all’anteriore. Marc Marquez si è peraltro reso famoso per i suoi salvataggi “miracolosi”, come quello decisivo avvenuto nelle prime fasi del GP di Valencia. “Con 27 cadute abbiamo capito molte cose, dove posso salvare e dove no. Ovviamente voglio migliorare per il futuro e cercare di essere più sicuro allo stesso livello”.

Ma superare il limite è stato uno degli ingredienti essenziali per essere in testa al Mondiale con la sua Honda. “Dimostra che non era un titolo facile, ho dato il massimo in ogni singola pratica dal primo giorno, sono uscito convinto di poter essere veloce, abbiamo finito per vincere e sono molto contento”, ha concluso Marquez. “Anche questo mi ha portato qualcosa, è difficile da spiegare, ma ti dà un certo feeling con la moto… Ma ci sono molti punti su cui dobbiamo migliorare per il prossimo anno”.

Luigi Ciamburro

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