CONDIVIDI
Luis Salom (photo Facebook)

Era il 3 giugno di un anno fa, ore 15:26, circuito di Catalunya. Luis Salom del team Stop & Go affrontava la seconda sessione di prove in sella alla sua Kalex Moto2 quando riporta una scioccante caduta in curva 13 a 150 km/h. Perde il controllo dell’anteriore, va dritto contro le barriere di recinzione e subito crea un vuoto di silenzio sugli spalti e nel paddock.

L’impatto è tremendo, lascia pensare al peggio e viene trasferito immediatamente nel soccorso del circuito dove viene intubato. Trasportato con un urgenza al vicino ospedale alle 16:10, i medici tentano un disperato tentativo di rianimarlo ma dopo mezz’ora non possono fare altro che certificarne il decesso per le ferite riprotate. Piloti, tifosi e mass media restano attoniti, fino al silenzio più totale. Aveva solo 24 anni, amava la vita, era ottimista, scherzoso, inseguiva il sogno di entrare un giorno in MotoGP. Aveva iniziato la stagione 2016 con un podio in Qatar, collezionato 9 vittorie nel Motomondiale negli anni precedenti, secondo posto finale nel 2012, terzo nel 2013 in Moto3.

Sei settimane dopo la tragedia, il 23 luglio, Danny Aldridge, direttore tecnico del mondiale, ha pubblicato il rapporto sull’incidente che ha spezzato la vita a Luis Salom al Montmeló. Escluso il guasto meccanico sulla sua Kalex, la causa della morte è lo schianto in curva 13 dopo una brusca frenata. La telemetria fornita dal team SAG ha dimostrato che, al momento dell’incidente la moto era quattro chilometri all’ora più lento del suo giro più veloce. Durante la frenata con la moto inclinata la ruota anteriore ha perso trazione e causato la caduta.

Dopo la sua morte la FIM ha disposto un cambiamento alla pista catalana. Alla curva 1 sarà usato il layout della Formula Uno, mentre la curva 13 diventerà una chicane. Il week-end del Mugello sarà un’occasione per omaggiare Luis insieme a Nicky Hayden, in attesa di ritornare sul luogo fatale l’8 giugno. La Dorna prevede di allestire una mostra fotografica, gli scatti saranno poi donati alla Fondazione Luis Salom. Il 16 giugno sarà inaugurata una mostra temporanea (fino a settembre) nella sala espositiva del Museu de l’Esport de Palma Arena con materiale relativo al pilota. Il “Messicano” vivrà ancora a lungo nei cuori dei suoi tifosi.

L.C.